Latina, “CSC Student Marathon”: aperte le iscrizioni per studenti e genitori

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla CSC STUDENT MARATHONPromuoviamo lo sport, sosteniamo la cultura”, la mezza maratona dedicata agli studenti che sta già destando grande interesse nel mondo studentesco del capoluogo. L’iniziativa promossa da “CSC – Città Sport Cultura”, ed organizzata dall’Asd IN CORSA LIBERA ed OPES Comitato Provinciale di Latina, patrocinata da Comune di Latina, Provincia di Latina, CONI Lazio e Regione Lazio, intende rafforzare il virtuoso connubio tra sport e cultura.

La CSC STUDENT MARATHON è una corsa non competitiva sulla doppia distanza di 3 km ed 1 km, in programma il 14 maggio, con partenza alle ore 9,30 da Piazza del Popolo a Latina, e vi potranno prendere parte tutti gli studenti delle classi elementari, medie ed i loro accompagnatori (insegnanti, genitori, familiari), oltre che gli studenti delle scuole superiori ed universitari.

Questa prima edizione farà il suo esordio all’interno della “Festa dello Sport”, rinomata kermesse di tre giorni, che verrà realizzata quest’anno in concomitanza con la corsa podistica tappa Bronze Fidal, Mezza Maratona di Latina e che celebrerà con l’occasione la città che si appresta a compiere 90 anni.

Un flusso festoso di migliaia di giovani, bambini, famiglie ed accompagnatori, colorerà le strade della città di Latina, per festeggiare insieme il 90esimo anno dalla sua nascita e promuovendone al contempo sport e cultura.

La formula è divertente e accattivante, sulla distanza di tre km per gli studenti delle scuole superiori e universitari e di un km per i ragazzi delle scuole elementari e medie. Nel costo di iscrizione (appena €5,00 a persona, anche per gli accompagnatori), non solo è compreso un kit di gara completo e molto utile (pettorale di gara, assicurazione partecipante ed RCT, assistenza tecnica e medica, medaglia dell’evento, ristoro finale, pubblicazione delle foto dell’evento sui canali ufficiali) ma la metà del valore delle quote stesse sarà restituito alla scuola di appartenenza sotto forma di materiale didattico.

Ma ci sono anche altri premi in palio oltre all’ammontare della metà delle quote d’iscrizione raccolte. In particolare:

– all’istituto primo classificato per numero di iscrizioni, andranno € 1.500,00 in buoni acquisto di materiale didattico presso “Dimensione Ufficio” di Latina;

– all’istituto secondo classificato per numero di iscrizioni, andranno € 1.000,00 in buoni acquisto di materiale tecnico presso “Sport 85” Latina;

– all’istituto terzo classificato per numero di iscrizioni, andranno € 750,00 in buoni acquisto per noleggio pullman dell’azienda di trasporto “Baratta”;

– all’istituto quarto classificato per numero di iscrizioni, andranno € 500,00 in buoni acquisto di materiale per l’igiene presso “Hygenia” di Latina.

La classifica sarà stilata in base alla più alta percentuale di partecipanti rispetto al numero di iscritti di ogni singolo

In ogni caso, l’organizzazione ha previsto premi per tutti.

Per iscriversi ed avere informazioni è semplice, basta andare sul sito: www.cittasportcultura.it

“E’ una vera festa di sport per godersi la città e festeggiarne il compleanno di Latina – afferma Stefano Pedrizzi, segretario generale di CSC – Città Sport Cultura – all’insegna dei valori della partecipazione, della socializzazione e con l’intento di avvicinare quanti più giovani allo sport. Per noi di CSC promuovere lo sport per sostenere la cultura è una esperienza già avviata con altre iniziative, come le borse di studio per gli studenti delle scuole superiori che praticano sport o le tante agevolazioni costruite per i ragazzi dell’università di Latina. L’idea di poter devolvere, grazie ad una nostra iniziativa, materiale didattico e non solo alle istituzioni che hanno a cuore la crescita e la formazione dei nostri figli è entusiasmante. Ecco perché abbiamo pensato ad un evento come la CSC STUDENT MARATHON”.

“Ci accingiamo a realizzare una serie di grandi eventi che saranno messi a disposizione di tutta la città di Latina – commenta Davide Fioriello vice presidente nazionale Opes e presidente di In Corsa Libera – Grazie alla collaborazione con CSC, il giorno che precede la Mezza Maratona di Latina del 15 maggio prossimo, si terrà la corsa podistica non competitiva dedicata a tutti gli studenti di Latina, nonché ai loro familiari ed accompagnatori. Un modo per celebrare al massimo la città ed il 90esimo anno dalla sua fondazione. Aspetto – spiega Fioriello – che abbiamo voluto sottolineare anche attraverso le medaglie ufficiali di quest’anno. Ringrazio il Segretario Generale di Città Sport e Cultura Stefano Pedrizzi, con il quale stiamo realizzando la CSC Student Marathon, gara dal grandissimo potenziale che coinvolgerà tanti giovani e l’Amministrazione Comunale di Latina per il supporto su entrambi gli eventi”.

da LatinaCorriere.it

A Sezze la presentazione di Cethegus insieme a Marco Frittella

Sabato 9 aprile, alle ore 17:30, presso l’Auditorium San Michele Arcangelo di Sezze, in via Giuseppe Garibaldi, ha avuto luogo la presentazione del volume Cethegus – La Storia da raccontare, edito dalla Lab DFG.

Ha partecipato all’incontro Marco Frittella, autore del libro, giornalista RAI e nominato recentemente Direttore Editoriale di RAI Libri.

Ha presennziato all’evento il Sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, e l’Assessore alla Cultura, Michela Capuccilli, ha moderato l’incontro il giornalista Fabio Benvenuti.

All’interno dell’appuntamento dal titolo Sezze, la città fondata da Ercole, si è parlato non solo della pregevole pubblicazione fotografica, ma anche del territorio pontino, con un focus sui prodotti tipici locali, da sempre viatico per la promozione turistica.

In special modo si sono approfondite le tematiche legate al carciofo, che in questo periodo attira molti appassionati di cucina a Sezze e dintorni.

da Alter Erebus

Cosa Fare, Visitare e Vedere nel Weekend in Provincia di Latina

I luoghi più belli da visitare vicino Latina nel fine settimana

Lazio Nascosto vi propone un elenco di Luoghi e Borghi più belli da visitare in provincia di Latina durante il fine settimana. Non solo, scoprirete anche i parchi naturali, siti archeologici, città e castelli abbandonati, e itinerari escursionistici per tutte le esigenze; Feste Medievali e Sagre che si svolgono durante il Weekend.

Un’ampia scelta di proposte che vi permetteranno di organizzare un soggiorno durante il Fine Settimana o una gita fuori porta nei luoghi più belli presenti in provincia di Latina. Idee e spunti di viaggio per scoprire le bellezze storiche, artistiche, archeologiche, architettoniche ed ambientali dell’Agro Pontino.
Una vasta scelta di itinerari escursionistici e naturalistici sulle montagne della provincia di Latina, sulla costa e nel resto della provincia come i Monti Lepini, i Monti Aurunci, tutelati da un’importate area protetta, i Monti Ausoni, e il Parco Nazionale del Circeo.

Da Lazionascosto

LAZIO: 3,8 MILIONI PER I LUOGHI CULTURALI. IN PROVINCIA: IL PORTICCIOLO DI GIANOLA E LA BIBLIOTECA DI MINTURNO

3,8 Milioni di euro per la valorizzazione di 16 luoghi della cultura in tutte le province del Lazio: a Latina fondi destinati per il Porticciolo romano di Gianola e la biblioteca Luigi Raus di Minturno

“Il Lazio è terra di cultura e bellezza. Per questo, continuiamo a investire per salvaguardare e promuovere l’immenso patrimonio artistico e architettonico del nostro territorio. Con circa 3,8 milioni di euro sono 16 i presidi culturali che verranno riqualificati” così il Presidente della Regione Nicola Zingaretti ha annunciato la pubblicazione della graduatoria relativa all’Avviso pubblico 2021 per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura del Lazio.

“Progetti di grande spessore che portano la bellezza in ogni provincia della regione: 3 in provincia di Roma, tra cui la riqualificazione del “Parco Barberini” di Palestrina; 7 in provincia di Frosinone, tra cui i progetti “Immersive Caves” nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco e “La cultura dell’acqua – Sant’Elia fiume d’arte” della Biblioteca Comunale di Sant’Elia Fiumerapido; 2 in provincia di Latina, con il recupero del Porticciolo romano di Gianola a Formia e l’intervento di adeguamento della biblioteca “Luigi Raus” di Minturno; 2 in provincia di Rieti, con il progetto di valorizzazione del Area archeologica “Terme di Tito” di Castel Sant’Angelo e gli interventi di efficientamento e adeguamento funzionale della Biblioteca comunale di Vacone; 2 in provincia di Viterbo, vale a dire l’allestimento del nuovo centro civico “Piersanti Mattarella” a Capranica e gli interventi sull’edificio storico Ex ospedale Ruspoli a Vignanello destinato a ospitare “diVINO”, il Museo del vino dei Colli Cimini. Siamo al lavoro, inoltre, per ampliare le risorse disponibili”, ha proseguito il Presidente.

L’Avviso pubblico 2021 per la Valorizzazione dei Luoghi della Cultura del Lazio, pubblicato lo scorso giugno, era rivolto a Musei, Biblioteche e Archivi storici pubblici (sia accreditati nelle Organizzazioni regionali, sia in possesso dei requisiti richiesti per l’accreditamento) ma anche privati (solo se accreditati); Aree archeologiche, Parchi archeologici e Complessi monumentalialtri luoghi della cultura ancora da istituire e che avessero fatto richiesta di finanziamento per poter aprire al pubblico.

Potevano presentare domanda sia i proprietari delle strutture che i gestori i quali hanno potuto richiedere un contributo fino a un massimo di 300 mila euro (e comunque non oltre l’80% del costo complessivo per i soggetti pubblici e il 50% per i privati. Per le richieste presentate da comuni con meno di 15 mila abitanti e in dissesto finanziario è stato previsto il 100% della copertura dei costi) per diverse tipologie di interventi quali: manutenzione, miglioramento dell’accessibilità e fruibilità, sostegno allo sviluppo di tecnologie digitali, impiantistica, restauro ma anche interventi di arte contemporanea da realizzare all’interno dei luoghi della cultura, sia negli spazi interni che negli spazi loro antistanti.

“Dal 2019 a oggi, abbiamo messo a disposizione in totale 24,7 milioni per la riqualificazione di 110 Luoghi della cultura distribuiti in tutte le province del Lazio. Proseguiamo, dunque, lungo la strada intrapresa negli scorsi anni e investiamo per dare nuova vita e permettere a tutte e tutti la riscoperta di questi luoghi straordinari. Tra quelli già finanziati ci sono: a Colleferro la Biblioteca Civica e l’Archivio Morandiano; a Latina il Museo civico Duilio Cambellotti, a Priverno il Museo della Matematica o a Marta e Piedimonte san Germano le nuove biblioteche. Da non dimenticare anche i progetti in fase di chiusura lavori, tra cui gli interventi alla Biblioteca Comunale di Sacrofano e al Museo archeologico Villa di Traiano di Arcinazzo Romano e l’area archeologica di Aquinum a Castrocielo”, ha concluso il Presidente.

I fondi per la Provincia di Latina

  • Ente Regionale Parco Riviera di Ulisse – Porticciolo romano di Gianola, Comune di Formia (LT) – “I luoghi della cultura. La villa di Mamurra nell’area archeologico naturalistica di Gianola –  Il recupero accessibile dell’approdo”. Il cosiddetto “porticciolo romano” è un suggestivo antico approdo sorto sulle mura perimetrali dell’antica peschiera dell’area archeologica della “Villa di Mamurra” nel parco di Gianola. Il sito, di grande fascino e valore, versa in un grave stato di degrado conservativo. Il progetto intende recuperare e restaurare la banchina destra del porticciolo (consentendone anche il camminamento) per rendere possibile l’attracco alle piccole barche dell’Ente Parco per le visite via mare; realizzare percorsi che rendano l’area completamente accessibile ai disabili oltre che la normale fruibilità in sicurezza, il tutto con area sosta e arredo urbano in legno. È prevista anche l’installazione di un impianto multimediale digitale d effetto pseudo oleografico con storytelling del sito, adatto anche agli ipoudenti; l’installazione di un piccolo impianto fotovoltaico sul laboratorio di biodiversità marina (dedicato alle tartarughe marine) presente sul sito; l’installazione di un impianto di video sorveglianza ai fini della sicurezza dei luoghi.

Contributo: € 239.894,80

  • Comune di Minturno – Biblioteca comunale “Luigi Raus” – Intervento di adeguamento della sede della biblioteca. Il progetto ha per finalità l’adeguamento dei requisiti minimi di sicurezza e fruibilità stabiliti per le Biblioteche degli Enti locali nel Piano triennale di indirizzo in materia di beni e servizi culturali. Gli interventi previsti sono essenzialmente di tre tipi:  manutenzione ordinaria e straordinaria, impiantistica (impianto antincendio, illuminazione e climatizzazione) e adeguamento degli  allestimenti e degli arredi.

Contributo: € 41.512,64

di LatinaTu

Si avvicina il momento della stagione turistica in provincia di Latina, migliorare l’offerta è una necessità

Si avvicina la Pasqua, poi i ponti di primavera, è il caso di parlare della situazione nel Pontino.

Nel mio continuo girare il mondo ho verificato diversi sistemi di turismo, buoni e cattivi. Dopo aver trascorso dei periodi sulla riviera romagnola, possedendo una casa a Milano Marittima, ho imparato molte cose riguardo la buona organizzazioni turistica, una delle migliori al mondo. Nella terra del Passatore la stagione turistica, ad inizio febbraio, è in gran parte già programmata, sono tutti impegnati nell’organizzarla con cura.

Prendiamo esempio da posti dove il mare è qualcosa di orribile rispetto alla nostra zona ma sono visitati da migliaia di persone ogni anno, con un reddito pro-capite invidiabile per i residenti. Studiamo attentamente questo sistema che funziona, nonostante i russi e gli ucraini non saranno presenti nel 2022 sono in pochi a lamentarsi.

Noi – dalle nostre parti – discutiamo per ore inutilmente, in Romagna sono tutti già al lavoro, basta andarci per verificare. Sono sicuramente uniti, compatti, pronti ad apprendere e migliorare, a confrontarsi con gli altri. Cosa fare un turismo duraturo è un bel rebus, i due anni di pandemia hanno visto l’incremento delle presenze grazie al turismo di prossimità, con introiti superiori al passato per gli operatori locali, ma non basta.

I prezzi di alberghi, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, bar e residence sono abbastanza alti, salvo qualche eccezione. Ottimi e professionali i bed and breakfast. Diminuire le tariffe – soprattutto a causa della crisi economica che stiamo attraversando – credo sia doveroso, vista la concorrenza di località a prezzi molto accessibili per tutti, con offerte e pacchetti interessanti.

Il ruolo della donna è poi fondamentale nel turismo, non restino emarginate. L’arrivo di vacanzieri dodici mesi l’anno potrebbe aiutare disoccupati, sottoccupati, precari e part time che attraversano disagi incalcolabili. Il cambiamento avviene solo con nuove proposte, interventi strutturali e duraturi, incentivi, investimenti massicci nei servizi, potenziamento dello studio. Pensiamo alla scuola, cultura, modelli, investimenti focalizzati a cambiare in profondità almeno tra le giovani generazioni pontine, eliminare le differenze di genere.

Bello sfruttare a pieno il talento di tante ragazze e ragazzi, grazie a un immediato salto di qualità e alle nuove tecnologie. E’ necessario sensibiizzare di più tutte le istituzioni per ottenere maggiori risorse per la formazione, l’insegnamento di lingue straniere, sogniamo uno sviluppo sostenilbile dalle campagne alle fabbriche, dal mare alle montagne, dai laghi alle colline.

Diamo valore all’art bonus, un progetto in virtù del quale organizzazioni private, società e cittadini sono chiamati a intervenire concretamente in favore delle pubbliche amministrazioni per la realizzazione di iniziative utili, restauro di monumenti e luoghi storici. Satricum rimane un tesoro inesplortato dalla gente.

L‘Agro Pontino manca di una stagione di grandi e importanti eventi estivi a livello nazionale e internazionale che permettano di trascorrere una piacevole serata a residenti e turisti, sicuramente numerosi.

Lo sport di eccellenza è sempre stato un vanto, bene proporre manifestazioni per incrementare le presenze, come una volta.

Ricordiamolo bene: la provincia di Latina non è solo mare, i percorsi per ammirare le vestigia dell’antichità sono fantastici, le città d’arte meravigliose. Diamoci da fare, mettendo da parte ogni tipo di conflittualità.Sarebbe favoloso investire sul futuro con obiettivi di grande rilievo, rendere il posto più felice.

Non possiamo – purtroppo – parlare di turismo congressuale, mancano le strutture. Un peccato.

Di Paolo Iannuccelli peNews24

Tennis: Torneo Miami. Trionfo Alcaraz, Ruud ko in finale

Per il 18enne spagnolo è il primo successo in un Atp Masters 1000 MIAMI (STATI UNITI) – Carlos Alcaraz, il predestinato, ha fatto suo oggi il “Miami Open“, secondo Atp Masters 1000 stagionale (combined con il terzo WTA 1000 del 2022) dotato di un montepremi pari a 8.584.055 che si è disputato sui campi in cemento della Florida.

Il 18enne spagnolo, 14esima testa di serie del seeding e numero 16 del mondo, ha battuto in due set il norvegese Casper Ruud, sesta forza del tabellone e numero 8 del ranking Atp, col punteggio di 7-5 6-4.

Dopo un brutto avvio dell’iberico, sotto nel punteggio per 4-1, non c’è stato praticamente match.

Per Alcaraz, il quarto più giovane finalista in un Masters 1000 dopo Michael Chang (18 anni e 157 giorni in Canada nel 1990), Rafa Nadal (18 anni e 304 giorni a Miami 2005) e Richard Gasquet (18 anni e 331 giorni ad Amburgo 2005), è il primo successo in un torneo della fascia più alta, dopo i quattro dello Slam.

Anche per Ruud era la prima finale in un 1000.

Da domani Alcaraz ritoccherà il proprio best ranking e salirà al gradino numero 11 della classifica Atp (con Jannik Sinner che scenderà in 12esima posizione).

Il norvegese diventerà, invece, il numero 7 del mondo (anche per lui best ranking), a ridosso di Matteo Berrettini (stabile al sesto posto).

di Italpress, Fonte Tiscali sport

Il 29 marzo Ipsos ha presentato l’indagine sulla pirateria nell’editoria

La società Alter Erebus press e label presente all’evento del 29 marzo a Roma in quanto società particolarmente interessata e sensibile alla problematica, vista la qualità dei servizi svolti per il settore del libro e non solo, rappresenta dal nostro Dirigente delle professioni sig. Raffaele Ciuferri al quale vanno tutti i nostri complimenti per l’operato di alto livello che sta svolgendo per la crescita della società stessa queste le parole del presidente Malfatti a nome di tutto il sodalizio.

Martedì 29 marzo è stata presentata a Roma la Seconda indagine Ipsos sulla pirateria nel mondo del libro.

La ricerca fotografa l’ampiezza del fenomeno, i danni arrecati all’industria del libro nel suo complesso e ai principali settori (editoria di varia, editoria universitaria, editoria professionale), l’impatto sull’economia nazionale e i mancati introiti per il fisco.

Un fenomeno in crescita, da affrontare insieme. Si intitola “La pirateria nel mondo del libro. Crescita del fenomeno e strumenti di contrasto” la presentazione della seconda indagine Ipsos commissionata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) svolta il 29 marzo, alle 11:00, al Ministero della Cultura (Sala Spadolini, Via del Collegio Romano 27 – Roma). Un appuntamento voluto da Gli Editori, l’Accordo di consultazione e azione comune sottoscritto a giugno 2019 da AIE e dalla Federazione Italiana Editori di Giornali (FIEG) per formalizzare la collaborazione su iniziative condivise di sensibilizzazione di istituzioni, amministrazioni e cittadini sulle tematiche dell’informazione e dell’editoria.

A confrontarsi, a partire dai dati, i presidenti di AIE e FIEG, le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, l’autorità amministrativa e di Governo.

L’appuntamento, moderato dal direttore dell’Ansa Luigi Contu, si aprirà con il saluto del Ministro della Cultura Dario Franceschini, introdotto da Ricardo Franco Levi, presidente AIE e Andrea Riffeser Monti, presidente FIEG. Seguirà la presentazione dell’indagine a cura di Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia. Interverranno quindi la scrittrice Stefania Auci, il direttore della Direzione per i servizi digitali di AGCOM Benedetta Alessia Liberatore e il generale di brigata e comandante del nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza Renzo Nisi.

Concluderà la mattinata di lavori il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria Giuseppe Moles.

L’evento, si è svolto in presenza per i soli registrati entro il 28 marzo alle 12:00, è stato trasmesso anche in streaming sul sito di AIE e di FIEG.

Dal 14 marzo la Francia annulla il green pass, via libera a Djokovic per il Roland Garros

Il primo ministro francese annuncia lo stop alle restrizioni. L’ex numero 1 potrà partecipare anche al torneo di Montecarlo

A pochi giorni dall’addio all’allenatore di sempre Marian Vajda e dalla rottura con lo sponsor Peugeot, arriva finalmente una buona notizia a rasserenare la settimana di Novak Djokovic. Il campione serbo, che da inizio stagione ha disputato un unico evento all’Atp 500 di Dubai – dove si è fermato nei quarti di finale – potrà infatti prendere parte a due dei tornei più prestigiosi della stagione sul rosso: il Masters 1000 di Monte-Carlo (9-17 aprile) ed il Roland Garros (22 maggio-5 giugno).

NO AL PASS VACCINALE 

Il premier francese Jean Castex ha annunciato che a partire dal 14 marzo non sarà più in vigore l’obbligo di super green pass, oltre a quello di utilizzo delle mascherine al chiuso (eccezione fatta per i trasporti pubblici e le strutture sanitarie). Questo permetterà a Djokvoic di tornare a competere in Tour a partire dal mese di aprile. Finora la partecipazione di Nole allo Slam parigino, dove è campione in carica, e all’evento di Monte-Carlo – che ha il suo circolo situato su suolo francese, presso il comune di Roquebrune-Cap-Martin – risultava in bilico a causa della sua decisione di non sottoporsi a vaccino anti-covid.

L’AMERICA E WIMBLEDON 

Una posizione, quella del serbo, che oltre ad essergli costata la partecipazione all’Australian Open ad inizio anno, ad oggi lo vede impossibilitato a presenziare ai prossimi due Masters 1000 in programma a marzo. Indian Wells e Miami restano quindi off-limits in quanto gli Stati Uniti al momento non permettono l’ingresso di persone non vaccinate. Ad oggi anche la sua partecipazione agli US Open resta un’incognita. Quanto a Wimbledon, lo Slam sarebbe pronto ad accogliere tutti i giocatori, vaccinati o meno, visto l’allentamento delle misure anti-Covid nel Regno Unito.

di Arianna Nardi, 3 marzo per laGazzettaDelloSport

Lo sport mette al bando la Russia

Mentre la guerra in Ucraina incalza, il mondo dello sport risponde con sdegno alla situazione e reagisce mettendo al bando la Russia e gli atleti russi dalle competizioni sportive internazionali.

Ieri il Comitato Olimpico Internazionale ha adottato una linea molto dura e con un comunicato ufficiale ha chiesto che “le Federazioni Sportive Internazionali e gli organizzatori di eventi sportivi non invitino o consentano la partecipazione di atleti e funzionari russi e bielorussi alle competizioni internazionali a causa della violazione della Tregua Olimpica da parte del governo russo e del governo della Bielorussia”. 

Sono seguite cancellazioni di eventi e numerose estromissioni di sportivi russi e non sono mancate reazioni.

“Lo sport dovrebbe rimanere fuori dalla politica impedire alle squadre e agli atleti russi di partecipare alle competizioni internazionali è una soluzione ingiusta”, ha scritto il pilota russo Daniil Kvyat nell’ultima parte di un lungo post pubblicato sui sui social network. Ma qui si tratta di una guerra, non di politica e lo sport ha messo in campo decisioni dure e importanti.

Oggi, infatti, Fifa e Uefa hanno deciso insieme che: “tutte le squadre russe, siano esse rappresentative nazionali o squadre di club, saranno sospese dalla partecipazione alle competizioni Fifa e Uefa fino a nuovo avviso”.  La Uefa, inoltre, ha interrotto la sua partnership con Gazprom in tutte le competizioni.

Gli atleti russi oggi hanno boicottano una riunione Olimpica con il Cio: “Contro di noi discriminazione etnica”.

Venerdì 4 marzo si aprono le Paralimpiadi invernali di Pechino e sono in molti a chiedersi cosa succederà. Non è ancora chiaro se gli atleti russi e bielorussi potranno gareggiare sotto una bandiera neutra o non potranno affatto partecipare.

Crescono le pressioni per l’espulsione delle delegazioni russa e bielorussa dai Giochi. Nel frattempo si tenta disperatamente di far partire dall’Ucraina bombardata i 20 atleti qualificati per i Giochi invernali di Pechino. 

Oggi nove atleti ucraini, tra i quali la tennista Elina Svitolina, che si è ritirata dal torneo di Monterrey per non dover scendere in campo con un’avversaria russa, hanno indirizzato un video-appello al presidente del Cio Thomas Bach, e a quello del Comitato Paralimpico Internazionale, Andrew Parsons, e a tutti i presidenti delle federazioni sportive e internazionali di tutto il mondo per chiedere che  atleti russi e bielorussi vengano esclusi da tutti gli eventi sportivi, comprese le Paralimpiadi invernali. 

“I Giochi Paralimpici Invernali di Pechino 2022 inizieranno tra 120 ore come celebrazione dei valori umani – dicono i campioni ucraini a turno – Noi olimpionici siamo tornati a casa il 23 febbraio e la mattina seguente siamo stati svegliati da un attacco missilistico russo alle città ucraine.”

“E’ una chiara violazione della Tregua Olimpica, della Carta Olimpica e soprattutto dei valori olimpici e umani. I  Paesi aggressori non dovrebbero avere alcun diritto a partecipare ad eventi sportivi. Noi siamo dalla parte della pace”.

Domani il presidente del Compitato Paralimpico, Andrew Parsons e tutto il board prenderanno una decisione. 

fonte Rai Sport

Ucraina: La Fipav è preoccupata dai risvolti della guerra

Ancora in dubbio i Mondiali in Russia.

L’inizio delle ostilità fra Russia e Ucraina ha gettato scompiglio sui calendari delle competizioni internazionali, in primis sui campionati mondiali maschili di pallavolo fissati proprio in Russia dal 26 agosto all’11 settembre, ma anche nelle coppe europee in cui sono coinvolte diverse squadre di club italiane che dovrebbero affrontare anche avversari russi.

La Federazione Italiana Palla A Volo nella figura del presidente della Giuseppe Manfredi e del segretario generale Alberto Rabiti si è confrontata assiduamente con la Confederazione Europea del Volley e la Fédération Internationale de Volleyball per stabilire al meglio il da farsi.

Le preoccupazioni per l’attuale situazione causata dalla guerra si ripercuotono inesorabili anche su questi attesissimi appuntamenti sportivi.

Le federazioni internazionali si sono impegnate affinché le regole di svolgimento relative a questi impegni vengano al più presto comunicate.

La FIPAV ha chiarito che la priorità assoluta resta la massima tutela di squadre e atleti nell’ottica del miglior interesse “della credibilità del movimento pallavolistico mondiale”, pacifista nella sua più profonda essenza, come lo sport ha sempre saputo insegnare a tutti.

Nel mentre la Polonia, campione del mondo in carica, è coinvolta molto da vicino da questi dolorosi avvenimenti.
   

Fonte: ANSA SPORT

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Giuseppe Manfredi, Presidente della Federazione Italiana Pallavolo e con Mauro Fabris, Presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, in occasione della finale della Coppa Italia di pallavolo femminile, Roma, 6 gennaio 2021. ANSA/Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica +++ No sales, editorial use only +++

Pomezia a tavola: “Locanda Marchesani”

Questo febbraio saranno 57 gli anni di apertura della Locanda Marchesani, ormai un punto di riferimento della zona per gli appassionati gourmand che gravitano nell’area laziale, Antonio e Giovanna, a Pomezia, aprirono la trattoria Al Pino, ispirati dal grande albero che faceva ombreggiava la veranda.

Allora la cucina era quella genuina romana, quella semplicità che esalta il cibo cucinato ad arte.

Nei tanti anni di attività moltissime sono le persone che hanno goduto di grandi esperienze per il palato grazie ai Marchesani, anche attori americani che giravano negli studi De Laurentis.

Dal 1991 quello che governa il cuore pulsante del locale, è Bruno Marchesani, secondogenito dei fondatori.

Bruno e la moglie Isabella, partendo dalla storia del ristorante, hanno trasformato la Trattoria Al Pino nella Locanda Marchesani attuale, rivoluzionando la cucina e puntando a suggestioni di gusto più sofisticate, ormai il ristorante, frequentato durante la settimana da una qualificata clientela d’affari, dal venerdì sera accoglie frequentatori affezionati, appassionati di cucina di livello, oggi centrata su prodotti freschissimi del mare laziale, mai meno che eccellenti.

Lo chef è Daniele Bulgarella, in sintonia con l’evoluzione della Locanda, ricerca gli abbinamenti migliori, la sua cura dei piatti deriva dalla ricerca ma è basata sulla tradizione, paradossi e contrasti che esaltano il gusto sono la sua cifra.

L’amore e la passione per la cucina e per il buon cibo, con una speciale attenzione all’estetica con cui viene presentato, non sono mutati, semmai evoluti, anche perché mossi da una incessante ricerca delle Eccellenze Italiane, e non.

Chef al servizio di ingredienti freschi e genuini, selezioni e abbinamenti minuziosamente curati, materie prime di massima qualità che seguono il succedersi delle stagioni denotano la passione per la cucina che i clienti assaporano nei piatti.

La scelta dei camerieri della Locanda Marchesani è sempre accorta, la professionalità di chi sa servire, spesso sottovalutata, accompagna le degustazioni con garbo e competenza in un tripudio di gusto.

Pomezia vi aspetta a tavola.

10 bizzarre curiosità sulla storia della pallavolo

Oggi la pallavolo è un fenomeno mondiale, popolato da atleti spaventosi.

Manzi atomici in maglietta aderente scoppiano il pallone nei tre metri. Gazzelle con fisici da urlo sfidano le leggi della fisica con le loro difese e i loro schemi elaborati.

Eppure non è stato sempre così. C’è stato un tempo pionieristico in cui non era ancora chiaro cosa farne di questo sport. Si giocava un po’ alla spera in Dio, col solo obiettivo di buttar la palla al di là della rete, un po’ come facciamo noi sui prati a Pasquetta coi nostri amici impediti.

Ecco 10 bizzarre curiosità sulla storia della pallavolo che, per quanto possano sembrare assurde, hanno contribuito a far divenire il nostro sport lo spettacolo planetario che è oggi.


1 – Si chiamava Mintonette

Ebbene sì. In origine, prima di chiamarsi Volleyball, al gioco della pallavolo era stato affibbiato il virilissimo nome di Mintonette. Roba che trasuda agonismo da tutti i pori.

A battezzarla così fu il suo inventore, il professore di educazione fisica statunitense William Morgan. La prima esibizione avvenne negli Usa il 9 febbraio del 1895. Alla partita d’esordio parteciparono alcuni insegnanti; i capitani erano il sindaco del paese e il capo dei pompieri.


2 – Il numero di giocatori era illimitato

Inizialmente non c’era limite al numero di persone che si potevano lanciare nel campo di gioco: il risultato era spesso una bolgia incredibile, in cui si vibravano mazzate casuali a pallone, denti e zigomi dei compagni.

Prima i giocatori vennero divisi in tre linee: una a rete, una nel mezzo e uno in fondo al campo. Poi queste linee divennero definitivamente due.


3 – Ci si poteva passare la palla all’infinito

La fondamentale regola dei 3 tocchi è stata ufficialmente inserita solo a partire dal 1914. Prima di allora il numero di tocchi possibili era illimitato.

Durante un torneo nelle Filippine, i componenti di una squadra si passarono il pallone tra loro 52 volte prima di tirarlo oltre la rete. Il comitato pallavolistico locale fu quindi costretto a inventare uno stratagemma per scongiurare quel delirio. Ed ecco nascere la regola. 


4 – Fu esportata in Europa con le Guerre Mondiali

Può sembrare assurdo ma è così: a esportare la pallavolo nel Vecchio Continente furono i soldati americani in occasione delle due Guerre Mondiali.

Le Aef distribuirono alle truppe oltre 16 mila palloni per giocare durante i numerosi momenti di pausa tra le operazioni militari. Alle partite a volte prendevano parte le popolazioni locali, che finirono per venirne contagiate.

Pallavolo storia
Truppe americane giocano a pallavolo

5 – La schiacciata è stata inventata nelle Filippine

Alle Filippine il gioco della pallavolo ebbe subito un successo incredibile. I campi spuntarono come funghi in ogni angolo delle isole. Si deve ai filippini l’introduzione del colpo diventato poi il simbolo del nostro sport: la schiacciata.

In origine si chiamava “bomba” e l’attaccante era definito “bomberino“. Come mai questo meraviglioso nome non sia giunto fino ai giorni nostri è un mistero che si fa fatica ad accettare.


6 – Veniva giocata nei campi di prigionia

I libri di storia tendono a glissare su questo particolare aspetto ma durante il secondo conflitto mondiale, quando il Giappone dichiarò guerra agli Usa, la popolazione giapponese che viveva negli Stati Uniti venne confinata in campi di prigionia.

Alcune di queste strutture carcerarie erano dotate di attrezzature sportive per passare il tempo. Esistono testimonianze fotografiche di partite di pallavolo disputate, ad esempio, nel campo di Manzanar in California.

Pallavolo Manzanar
Una partita tra donne giapponesi nel campo di prigionia di Manzanar

7 – Fu inserita alle Olimpiadi nel 1964

All’esordio della pallavolo alle Olimpiadi (disputate a Tokyo) le medaglie d’oro furono conquistate dalla Russia nella competizione maschile e dal Giappone in quella femminile.

Ovviamente il Giappone guidato da Mimì Miceri e, anni dopo, da Mila Hazuki.


8 – Le partite erano potenzialmente eterne

Attenzione: questi ultimi paragrafi sono dedicati soprattutto ai più giovani. Ai lettori “esperti” sembreranno un’ovvietà.

Il sistema odierno con cui si gioca a pallavolo è conosciuto come rally point system, ovvero ogni azione vale un punto, ma la sua introduzione è relativamente recente (tra il 1998 e il 2000).

Fu inventato per poter trasmettere la pallavolo in televisione. Con il sistema precedente (cambio palla) si poteva conquistare il punto solo durante il turno di battuta della propria squadra e non quando la battuta era in mano all’avversario. Questo rendeva le partite, soprattutto quelle molto equilibrate, potenzialmente infinite.


9 – Non esisteva il libero

Il libero è, in ordine di tempo, l’ultimo ruolo inserito nei regolamenti dalla Federazione internazionale. Il tizio con la maglia diversa ha fatto la sua comparsa nel 1997. Prima di allora ai centrali (ebbene sì) toccava anche il giro dietro, compreso di ricezione e difesa.

Curiosamente, il termine “libero” è invariato in tutte le lingue del mondo.


10 – Cambierà ancora

Il Volley fino a oggi ha subito numerosi mutamenti nel regolamento. Non dovremo sorprenderci quindi quando il nostro sport preferito verrà nuovamente rivoluzionato, per adattarlo alle nuove generazioni (o a esigenze televisive).

Tutto è infatti secondario se a sopravvivere sarà lo spirito del gioco di cui ci siamo innamorati, in cui «la squadra conta mille volte più del singolo».

Credits Tommaso Dotta – Problemi di Volley

Sogni di Rock’n’Roll (a fumetti) con Ligabue

Ligabue è un mito rock nostrano, che ben conosciamo. Io personalmente l’ho visto nascere, ho i suoi primissimi dischi in vinile e anche per questo mi ha colpito molto la biografia a fumetti uscita per BeccoGiallo. Scritta da Nicholas Ciuferri, che già conoscevo per il bellissimo “Maledetti Cantautori”, disegnata da Simon Panella, giovane disegnatore di talento, Ligabue – Sogni di rock’n’roll è una graphic novelche ripercorre i primi anni del Liga.

Un Luciano Ligabue ancora non famosissimo, pieno di entusiasmo e voglia di emergere, però con ancora dei dubbi sul suo futuro. Quando erano ancora “sogni di rock’n’roll” come da sottotitolo ispirato a una sua famosa canzone. Il ritratto che ne esce è scanzonato, leggero come un cartoon (mi ha fatto venire in mente Lupin III), molto simpatico. Tutto attorno ci sono personaggi resi mitici dalle sue canzoni, tipo il barista del Bar Mario che assomiglia a Guccini, c’è poi lo scrittore Tondelli di Correggio come lui, un giovane Max Collini, un giovane Vinicio Capossela…

Bello il momento quando scrive “Non è tempo per noi”, la mia sua canzone preferita, belli i colori e il segno grafico netto. Copertina di Roby Il Pettirosso, con il suo classico stile fiabesco, introduzione di Federico Poggipollini, che ben conosce Luciano Ligabue. Di questo e molto altro ne abbiamo parlato con Nicholas Ciuferri, autore di soggetto e sceneggiatura del libro.

L’intervista a Nicholas Ciuferri

Come mai un libro su Ligabue oggi?
Per una serie di eventi fortuiti, il direttore editoriale di BeccoGiallo mi ha chiesto se volessi scrivere il soggetto (e poi qualora fosse piaciuto a Ligabue, anche la sceneggiatura) di una graphic novel sul periodo riguardante le sue origini fino a “Buon Compleanno Elvis”.
Ligabue è un cantautore rock che ha raccontato moltissime storie in cui molti si sono riconosciuti, è riuscito a parlare un linguaggio universale e da un punto musicale ha portato in Italia un genere che mancava e lo ha reso di massa.
C’è poi un messaggio di fondo, un “provaci con tutto te stesso”, lui non è un predestinato ma un uomo con delle qualità e tanta perseveranza; questo è in un periodo in cui regna la disillusione è giusto conoscere e raccontare la storia di un working class hero perché la perseveranza è una qualità troppo sottovalutata ultimamente.

“Ligabue – Sogni di rock’n’roll” è il titolo completo. Sembrano sogni molto concreti.
All’inizio il titolo doveva essere “Ligabue. E non è obbligatorio essere eroi” ma in extremis è stato cambiato. Il titolo originale giocava con il nome che Ligabue voleva dare al primo album ed era piuttosto coerente con la scelta narrativa, ma alla fine c’è anche una linea onirica che si svolge per tutto l’arco della storia, oltre alla ricerca continua della realizzazione del proprio sogno.
Alla fine questi sogni diventano realtà, c’è bisogno di positività, di vedere che le difficoltà si possono superare brillantemente.

Per documentarti cosa hai utilizzato maggiormente? Libri? Web? Altro?
C’è una nutrita bibliografia su Ligabue (che adesso occupa una sezione della mia libreria), alcuni libri mi sono stati particolarmente utili, inoltre sul web c’è una grandissima quantità di materiale, soprattutto le interviste sono state fondamentali.

Nel libro c’è il Ligabue dei primi dischi. Perché? … è previsto un volume n.2?
L’idea originale era quella di coprire l’arco biografico dei primi album, per la seconda domanda bisogna chiedere a BeccoGiallo (non si vede, ma sto facendo l’occhiolino…)

Credits: SMEMORANDA.IT

#Emozioni di Federico Vergari apre la rassegna GDR Oltremare di Gaeta

Con la presentazione del libro #Emozioni di Federico Vergari, edito dalla Lab DFGvenerdì 25 febbraio alle ore 16:30 presso il Castello Angioino di Gaeta, si apre la rassegna culturale GDR Oltremare, organizzata dalla professoressa Manuela Garau, docente di lettere presso l’I.C. Principe Amedeo.

Un ampio cartellone culturale, che vede in programma sette incontri tra febbraio e luglio, e che nell’appuntamento d’apertura, ha come protagonista il libro firmato da Vergari, una raccolta di quindici storie sportive che ripercorrono sessant’anni della Storia d’Italia attraverso il racconto di epiche sfide tra campioni che hanno scritto le pagine più belle delle loro discipline.

Sul palco con il giornalista romano ci saranno, oltre all’organizzatrice, anche il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili Gianna Conte, il Responsabile della scuola calcio Fair Play Latina Luca Zavatti e il Direttore Editoriale della Lab DFG Giovanni Di Giorgi. Modera l’incontro il giornalista Andrea Brengola.

A margine della presentazione, che sarà animata dal laboratorio artistico-creativo del talento e dell’autostimapromosso dallo staff arcobaleno composto dagli alunni della IE e della IIE della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Principe Amedeo, ci sarà la possibilità la Mostra d’Amore dell’artista creativa Susanna “Sun” Papa.

La serata sarà dedicata all’Associazione Onlus “Peter Pan”, che si occupa dell’accoglienza e del sostegno bambini oncologici e delle loro famiglie.

GDR Oltremare è una rassegnata nata dalla volontà della professoressa Garau, con il supporto della Lab DFG, per informare e sensibilizzare gli educatori sulle problematiche legate all’età pre-adolescenziale e adolescenziale.

L’appuntamento è per venerdì 25 febbraio alle ore 16:30 presso il Castello Angioino di Gaeta.

Credits: LAB FG

Un Premio Speciale firmato dalla Lab DFG all’interno del Myllennium Award

È ufficialmente aperta la prima edizione del Premio Speciale Invictus by Lab DFG, il concorso promosso dalla casa editrice pontina Lab DFG e inserito all’interno del prestigioso Myllennium Award, organizzato dalla Barletta Group.

Un premio generazionale italiano, così come tutto il prestigioso cartellone del Myllennium Award, rivolto ai giovani tra i 18 ed i 30 anni, che vogliono cimentarsi con la narrazione sportiva.

Sul tema “Lo sport come scuola di vita” è possibile costruire racconti inediti, della lunghezza tra 18.000 e 32.000 battute, che raccontino “il valore formativo e il ruolo che ricopre lo sport all’interno della vita: da strumento ricreativo a mezzo educativo e formativo”.

Un traccia che aiuti a capire, attraverso la narrazione di storie, “come la pratica di una disciplina sportiva possa incidere sulla crescita personale e sociale”.

I cinque migliori racconti verranno pubblicati dalla Lab DFG all’inizio del 2023, e saranno selezionati da un’apposita Commissione, che vede al suo interno personaggi di grande caratura culturale, come il Direttore Editoriale della Lab DFG Giovanni Di Giorgi, insieme a Luigi PolitanoFrancesco TufarelliSaverio Sticchi DamianiValerio VallaGiuseppe BettoniGiuseppe Coppola e Alberto Mattiacci.

Il libro rappresenterà un’opportunità incredibile per i giovani scrittori, che avranno la possibilità di firmare un vero contratto editoriale, e vedere il proprio nome su un volume diffuso in formato cartaceo su tutto il territorio italiano.

Per candidarsi alla vittoria del Premio Speciale Invictus by Lab DFG, c’è tempo fino al 9 Maggio.

L’elaborato potrà essere trasmesso seguendo le indicazioni e il regolamento presente sul sito myllenniumaward.org.

Fonte: LAB FG

Pnrr, non bastano le buone intenzioni. La sfida di Cethegus

Latina – Il brand diventa una società consortile per azioni. Valle: “Imprenditori impegnati per rilanciare il territorio e al servizio delle amministrazioni. Ora la competenza”.

Con le giuste competenze si può sognare in grande.

È questo l’obiettivo di Cethegus, un progetto iniziato con 15 soci fondatori e 50 aziende rappresentate e che, ad oggi, conta 30 soci e 100 aziende stimate entro i primi 12 mesi.
L’intento era quello di creare un brand locale di riferimento del territorio pontino, per donargli la visibilità che merita, grazie alle rare caratteristiche coesistenti: il litorale che incontra i Monti Lepini, il Parco Nazionale, i piccoli borghi e le città che tutto il mondo ci invidia.

Con l’arrivo del Pnrr, è stata evidenziata la difficoltà delle imprese e delle associazioni a presentare progetti con i giusti requisiti per partecipare ai bandi di assegnazione dei fondi.

Così, è nata la volontà nei sostenitori di impegnarsi ancora di più nel rilancio del territorio, elevando Cethegus ad una società consortile per azioni, riunendo professionisti e imprenditori con le competenze adatte a presentare progetti che soddisfassero i requisiti per partecipare ai bandi di assegnazione dei fondi Pnrr.

Le promesse non sono sufficienti, se non accompagnate dall’esperienza, l’impegno e la competenza per assumersi la responsabilità di progetti rilevanti finalizzati ad ampliare il margine di sviluppo del territorio pontino.

Leggi l’intervista di Leonardo Valle su Latina Oggi.

#EMOZIONI, il nuovo libro di Federico Vergari.

60 anni si Storia d’Italia attraverso 15 sfide sportive!

Parlare di sport significa prima di tutto raccontare di persone. Ognuna di queste, sia che abbia vinto le olimpiadi o perso all’ultimo secondo, ha una propria storia. Vergari ha raccontato le sfide più epiche, contrapponendo – divisi da una rete, dal colore di una maglia, di una bandiera o da una corsia – i più grandi dello sport italiano e dei loro avversari. La rivalità che c’è nelle curve e nelle derapate di Valentino Rossi e Marc Marquez, in un assalto della Vezzali e della Di Francisca o nel tempo di un respiro che divide una medaglia d’oro da una olimpica, come accadde ad Atlanta tra Di Donna e Wang.

Atleti che hanno fatto di tutto per imporre la loro potenza e alla fine ci sono riusciti, oppure hanno dovuto accettare la sconfitta per poi rimboccarsi le maniche e ripartire, perché nello sport, come nella vita, c’è sempre qualcosa per cui valga la pena lottare. Le sfide dei campioni racconta incontri epici degli sportivi italiani, la passione senza alcun limite, nemmeno quello fisico.

Il 9 febbraio ha compiuto gli anni Julio Velasco, uno dei commissari tecnici più vincenti della storia sportiva azzurro.

Velasco, insieme a quella che viene definita la “Generazione dei fenomeni” della pallavolo è protagonista di “Dominare lo spazio e il tempo”, contenuto in #Emozioni di Federico Vergari.

Biografia

Federico Vergari (1981) è un giornalista, scrive di sport, cultura, fumetti e attualità per la radio, la TV, la carta stampata e il web. Nel 2008 pubblica con la casa editrice Tunué Politicomics, un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti. Nel 2019, sempre con la Tunué, Le Sfide dei Campioni. Emozionanti imprese tra i grandi dello sport, vincitore del premio Messaggero dello Sport 2019. Per LabDFG ha pubblicato Vittorie imperfette. Storie di donne e uomini che non si sono arresi.

Copertina di Paolo Castaldi.

Credits: LAB DFG

Oltremare ristorante by Foschini

Fusilloni con burrata, ricci e fiori di zucca

Ad Anzio, quel piccolo paradiso di pesce sul litorale romano, ci sono più di 300 tra ristoranti, trattorie, osterie e friggitorie. Tra questi trecento ce n’è uno particolare, unico capace di farvi sognare i paesi lontani. OltreMare, così si chiama il locale, ha una veranda bianca di fronte al porticciolo, piacevole da vivere sia in estate grazie ad una leggera brezza marina che accarezza i capelli, che in inverno quando capitano quelle belle domeniche soleggiate. All’interno invece vi aspetta una sala accogliente e ben curata, dove sentirsi al riparo e coccolati, mentre fuori imperversano le intemperie.

Gestito da una giovane coppia, lui in sala, lei in cucina, OltreMare riserva molte sorprese. È il ristorante che riesce a farvi girare il mondo, gastronomicamente parlando, in tutte le stagioni, senza mai alzarsi dal tavolo. E piatti, tutti a base del pescato locale, arricchiti dai sapori e dai profumi esotici, vi porteranno lontano, solleticando la memoria sensoriale e giocando con tutti e cinque i sensi.

È tutta opera di Fatima Tahraoui, una chef dotata di grande sensibilità, di creatività intelligente e di mano delicata. Niente sapori forti e aggressivi dunque, ma piatti equilibrati al palato e belli da vedere. Lei, una chef di origine franco-magrebina ma italiana a tutti gli effetti, con esperienze lavorative importanti alle spalle, è sicuramente avvantaggiata grazie alle sue origini che le permettono di spaziare nell’universo gastronomico a 360°.

Fatima Tahrauoi e Claudio Foschini

Eppure se non ci fosse lui, l’opera sarebbe incompleta. Claudio Foschini, il titolare che gestisce la sala e la cantina, mette tutta la sua passione e la conoscenza del mondo del vino non solo per accompagnare al meglio la cucina di Fatima, ma anche per accontentare ogni cliente, anche il più esigente: più di 300 etichette nazionali ed estere, aziende importanti e piccoli produttori di nicchia, dove non può mancare una bella collezione di liquori e distillati. E mentre si comincia ad assaggiare il vino, consigliato sapientemente da Claudio, dalla cucina in movimento di Fatima iniziano a uscire i primi assaggi di antipasti, pensati per un itinerario a sorpresa.

Scampo marinato nel mezcal, coriandolo e lime

Come da tradizione, il benvenuto dello chef: una Focaccina con porchetta di tonno, tenero e saporito, e salsa di yogurt greco. Segue una piccola degustazione di crudi, a base del pescato del giorno. Una Tartare di scampi con una spennellata di confettura di fichi e lamelle di tartufo bianco, un piatto dal sapore armonioso e bilanciato. Poi una freschissima sferzata di gusto: Scampo marinato nel mezcal, coriandolo e lime con un petalo di platano fritto e uno shottino di mezcal bordato di sale, da bere subito dopo. Un autentico sorso del Messico che fa sognare spiagge bianche e un Margarita pungente bevuto sotto le palme. Davvero sorprendente lo Scampo marinato con zenzero, brunoise di verdure crude croccanti, salsa di avocado e cubetti di feta greca fritta: quel contrasto tra caldo e freddo, crudo e cotto, morbido e croccante è molto convincente. Et voilà, un’isola greca è servita. Infine, un Filetto di triglia marinata con lime e jalapenho su insalatina di puntarelle: sapori romani, di stagione, con frivole note caraibiche.

Si prosegue con qualche assaggio di antipasti cotti: uno Scampo scottato su una tiepida e vellutata crema di funghi e sfoglia di platano croccante. Un vero comfort food, perfetto per la stagione fredda. Il Tataki di tonno rosso con crosta di erbe aromatiche, cotto in modo impeccabile, accompagnato con maionese allo zafferano e palline di ‘nduja calabrese. Praticamente Italia – Giappone andata e ritorno, viaggio in prima classe. Per finire, una Zuppetta di ispirazione thai a base di bisque di crostacei con riso basmati, lime e coriandolo. Perfetta per pulire e stuzzicare il palato in attesa di portate successive.

Dopo un carillon di sapori esotici ecco un primo tutto italiano: Fusilloni con burrata, ricci e fiori di zucca. Piatto ricco, cremoso, sapido che regala molte soddisfazioni. Anche il Fritto di calamari e mazzancolle ha il suo perché: croccantissimo fuori, morbido e umido dentro, è un grande classico in tutte le cucine del mondo. Ovviamente c’è molto altro: Spaghetti aglio olio e jalapenho con tartare di scampi o un Polpo rosti su vellutata di patate allo zafferano, o semplicemente il pescato del giorno sulla griglia, per gustare il pesce in purezza.

Un consiglio: i dolci sono da assaggiare assolutamente, ma regolatevi con le portate per arrivare al “dulcis in fundo” con la voglia di affondare il cucchiaino, per esempio, in un Semifreddo di pop corn con caramello aromatizzato al whisky e cialda di mandorla croccante, dessert di ispirazione americana chiaramente, anche se una Mousse al tabacco con cioccolato fondente e caffè, magari con un sorso di rum, suona come una libidine pura in egual maniera.
E mentre si finisce questo emozionante pranzo con un caffè, italianissimo, si continua a guardare distrattamente oltre la vetrata, oltre il porto, oltre le nuvole, sognando i mondi lontani, per ora impossibili da raggiungere fisicamente, ma a portata di mano qui, da OltreMare.

OLTREMAREANZIO by Foschini

Riviera Zanardelli, 25, 00042 Anzio RM

Credits: James Magazine

QUAL È LO SPORT PIÙ ADATTO AI BAMBINI?

Menischi rotti, lesioni ai legamenti, infiammazioni dei tendini, mal di schiena: ma lo sport fa bene veramente o no? L’attività fisica, svolta da un soggetto sano (per questo è importante sottoporsi a controlli periodici con lo specialista in Medicina dello Sport) produce benefici sicuramente superiori ai possibili danni. Ma come detto deve essere svolta in modo corretto: l’attività migliore per chi vuole migliorare la propria efficienza fisica e la propria salute è quella “aerobica”, prolungata nel tempo e di media intensità. Diverso è il discorso per chi vuole fare attività agonistica, dove l’impegno è sicuramente maggiore e la prevenzione diventa fondamentale. Parliamo di sport nei bambini. Quando è meglio cominciare, quali sono i benefici ed i rischi? Esaminiamo gli sport più praticati.

CALCIO

Qual è l’età più idonea per cominciare? Per tirare un calcio al pallone basta mantenersi in piedi (anche bambini molto piccoli imparano rapidamente questo gesto sportivo!), ma per fare una partita bisogna essere un po’ più grandi. Le scuole calcio accettano iscrizioni dai 6 anni in poi. Quali sono i benefici per i bambini?  Il calcio migliora le capacità aerobiche e quindi la resistenza agli sforzi prolungati. Ma soprattutto, come tutti gli sport di squadra, favorisce la socializzazione. Le precauzioni. Se il bambino è sano non esistono problemi. Essendo però uno sport in cui si può cadere ed esiste la possibilità di contrasti con l’avversario c’è il rischio di contusioni e, più raramente, distorsioni e fratture. Anche il terreno su cui si gioca può essere importante per la frequenza di questi traumi (il terreno sintetico del calcio a 5 è sicuramente più “rischioso”). L’età giusta per cominciare l’agonismo. La Federazione Italiana Gioco Calcio permette di disputare il primo vero campionato a 8 anni, nella categoria “Pulcini”. Ci sono scuole calcio che organizzano tornei e partite anche in età inferiore, ma è meglio non esagerare. La vera attività agonistica inizia a 12 anni.

PALLAVOLO

Qual è l’età più idonea per cominciare? Con un filo o una rete si può cominciare molto presto. Il minivolley accetta iscrizioni dai 9-10 anni in poi, ma le scuole di pallavolo iscrivono bambini anche di 6-8 anni. Quali sono i benefici per i bambini? La pallavolo migliora le capacità anaerobiche e quindi la velocità e la potenza muscolare; migliora la coordinazione motoria ed è uno sport di “allungamento” benefico per la colonna vertebrale. Ma soprattutto, come tutti gli sport di squadra, favorisce la socializzazione. Le precauzioni. Se il bambino è sano non esistono problemi. L’unica precauzione è quella legata ai salti ripetuti (sovraccarico per colonna e ginocchio) e ai rischi di distorsione che comunque, viste le modalità di gioco dei bambini, sono poco importanti. L’età giusta per cominciare l’agonismo. La Federazione Italiana Pallavolo permette di disputare il primo vero campionato, dopo il minivolley, a 14 anni (su richiesta della società il campionato under 14 può essere disputato anche a 11 anni compiuti).

PALLACANESTRO

Qual è l’età più idonea per cominciare? Il minibasket può essere iniziato molto presto (8- 10 anni), effettuando però un’attività ad impegno ludico e di tipo “generale“, in grado di stimolare nella totalità l’organismo in crescita del bambino. Quali sono i benefici per i bambini? La pallacanestro migliora le capacità anaerobiche e quindi la velocità e la potenza muscolare e, in parte, anche la resistenza aerobica; migliora la coordinazione motoria ed è uno sport di “allungamento”, risultando benefico per la colonna vertebrale. Come tutti gli sport di squadra, favorisce la socializzazione. Le precauzioni. Se il bambino è sano non esistono problemi. L’unica precauzione è quella legata ai salti ripetuti (sovraccarico per colonna e ginocchio) e ai rischi di distorsione che comunque, viste le modalità di gioco dei bambini, sono poco importanti. L’età giusta per cominciare l’agonismo. La Federazione Italiana Pallacanestro permette di disputare il primo vero campionato, dopo il minibasket, a 11 anni.

NUOTO

Qual è l’età più idonea per cominciare? L’acqua è l’ambiente naturale dei neonati, che hanno “nuotato” per 9 mesi nel ventre della mamma. L’ambientamento in acqua può pertanto iniziare molto presto, ma i primi corsi di nuoto “veri” iniziano a 3 anni Quali sono i benefici per i bambini? In acqua la forza di gravità è ridotta e il nuoto (a livello non agonistico) è consigliato per correggere le posizioni errate che possono causare scoliosi o altre patologie scheletriche (non dobbiamo dimenticare però che a livello agonistico, quando l’impegno diventa elevato, il nuoto può favorire in soggetti portatori di scoliosi l’evoluzione della stessa e quindi l’atleta deve essere seguito molto attentamente per evitare queste problematiche). L’ambiente caldo-umido giova alla salute di chi soffre di asma. Le precauzioni. L’acqua può far paura: evitiamo situazioni che possano spaventare i bambini, facendoli allontanare per sempre da questo sport. Attenzione alle patologie dell’apparato otorinolaringoiatrico (otiti ecc.) spesso favorite dall’ambiente in cui si pratica il nuoto. L’età giusta per cominciare l’agonismo. Sono ammessi alle gare in “corsia” le bambine ed i bambini di 8 anni.

TENNIS

Qual è l’età più idonea per cominciare? Si può cominciare tra i 5 e i 7 anni ma solo con racchette specifiche e affiancando al tennis attività di “compenso” che stimolino i distretti del corpo meno sollecitati. Quali sono i benefici per i bambini? I bambini si divertono molto e questo è già un buon motivo. Dal punto di vista atletico sviluppa le capacità aerobiche e la coordinazione. Richiede inoltre grandi capacità di concentrazione concorrendo a sviluppare questa qualità psicologica. Le precauzioni. È considerato uno sport “asimmetrico” e quindi potrebbe causare squilibri scheletrici e muscolari; per  ovviare è importante prevedere attività di “compensazione”. L’età giusta per cominciare l’agonismo. I primi veri tornei si possono disputare a 8 anni. Per i più piccoli, comunque maggiori di 5 anni, ci sono le partite di “mini tennis”, su campi di dimensioni ridotte.

Fonte: BIOS, Diagnostica Specialistica Pediatrica Roma

“Un Secolo d’Azzurro” sbarca a Sabaudia: dal 4 al 13 febbraio all’Oasi di Kufra.

La Lab DFG presenta “Un secolo d’azzurro”, la storia della Nazionale di calcio in una mostra
L’appuntamento a ingresso gratuito all’Oasi di Kufra

Un Secolo d’Azzurro, mostra itinerante della storia della Nazionale di Calcio, arriva a Sabaudiadal 4 al 13 febbraio sarà possibile visitarla con ingresso gratuito, presso la suggestiva struttura dell’Hotel Oasi di Kufra.

La tappa, che segue quella di Terni, è stata organizzata dalla Manfredi Event di Raffaele Manfredi, in collaborazione con Luciano Colantone, con il supporto della Lab DFG.

L’evento, con finalità benefiche, avrà come grande impegno Colora d’Azzurro la beneficenza, dove parte del ricavato andrà alla Caritas della Chiesa SS. Annunziata di Sabaudia, devolvendo un’offerta libera all’interno della mostra o acquistando i biglietti della lotteria, che mettono in palio 3 maglie autentiche della Nazionale Italiana di Calcio.

La mostra antologica è curata da Mauro Grimaldi, dirigente sportivo, giornalista, scrittore, e attualmente Consigliere Delegato della Federcalcio Servizi, ed è promossa dall’Associazione Sant’Anna di Aldo Rossi Merighi e Sabrina Trombetti, associazione accreditata presso la Camera dei Deputati come rappresentante di interessi del terzo settore e del collezionismo.

Un secolo d’azzurro è un percorso nei ricordi dalle origini della Nazionale fino al più recente trionfo nel Campionato Europeo, avvenuto la scorsa estate, e si potrà ammirare una vera e propria esposizione originale, ed unica nel suo genere. Una ricostruzione degli ultimi 120 anni di storia, dal 1880 al 2021, con maglie, scarponcini, palloni, coppe e altri preziosi cimeli.

Nella sala dell’Hotel Oasi di Kufra che ospiterà l’esposizione, per dieci giorni si creerà un vero e proprio museo del calcio, che coinvolgerà tutta la comunità di Sabaudia e i numerosi visitatori, sia cittadini che turisti, che potranno interagire con gli organizzatori e gli ospiti all’interno della struttura.

Durante tutta la permanenza della mostra sarà possibile acquistare i due volumi Storia d’Italia, del Calcio e della Nazionale, scritti da Mauro Grimaldi e pubblicati dalla Lab DFG.

Fonte: LAB FG

Il Focarile. Un ristorante esclusivo ad Aprilia.

Il Focarile ad Aprilia è un ristorante a gestione familiare che per tipo di impostazione, solida e piuttosto classica, prevalentemente marinara, ricorda i Chinappi a Formia (e Roma) oppure i Regolanti di Romolo al Porto, ad Anzio. Grande professionalità, coinvolgimento in prima persona della famiglia, attenzione per la materia prima della zona, impegno nel fare rete tra colleghi come molla per rilanciare il territorio.
Nato 50 anni fa, da proprietari toscani, per diverso tempo ha visto coabitare in cucina piatti della loro tradizione di origine insieme a ricette e prodotti locali. In posizione super comoda per chi viaggia sulla via Pontina da Roma verso Latina, anche per l’ampio parcheggio, sorge proprio sulla strada ma, allo stesso tempo, è protetto da un piccolo parco rigoglioso e ben curato.

Una grande struttura che si presta all’organizzazione di eventi e banchetti; da un paio di anni divisa tra l’osteria, dalla proposta più semplice e schietta, e il ristorante vero e proprio che oggi sembra aver decisamente virato verso il mare.

L’ampia sala arredata in stile classico, con più di qualche accenno demodé, quasi contrasta con il servizio giovane e moderno di Gian Paolo e Chiara Lunghi: convivialità, cortesia, battuta pronta, con una competenza su vini e distillati che fa onore alla ricca e profonda cantina di famiglia.

La carta, lo dicevamo, punta decisamente sul mare, soprattutto quello vicino di Anzio, anche se non mancano piatti di terra e ricette interessanti di cacciagione, per non parlare della bella selezione di salumi e formaggi serviti anche come antipasto, insieme alla mozzarella di bufala pontina.

Difficile resistere alla fantasia di crudo per cominciare: crostacei, tartare del pescato del giorno, ostriche locali e francesi, cozze veraci, da accompagnare alle tante bollicine della carta, proposte anche al calice.

Centrati per consistenza e sapore i tortelli giganti ripieni di crostacei con salsa al radicchio; una farcitura gustosa, in equilibrio tanto semplice quanto indovinato con l’amarognolo vegetale.

I crostacei ritornano, freschi e in bisque, nell’abbinamento col carciofo ripieno di gamberi e impreziosito da una impalpabile pasta fillo. E, ancora, approfittando della stagione dei carciofi, è convincente anche il piatto di calamari ripieni.

Una cucina che non inventa nulla, che gestisce con mano più che sicura stagionalità, mercato (qui si va all’asta del pesce anche due volte al giorno) e valorizzazione dei prodotti locali.


Si chiude con la piccola pasticceria e dolci in carta classici ben eseguiti, dal bignè di San Giuseppe alla crostata di frutta fresca con crema inglese.

Insomma, si mangia bene in un’atmosfera rilassata e confortevole, circondati da simboli che trasmettono l’idea di un ristorante solido: sarà la presenza di tutta la famiglia in sala, saranno i piatti del Buon Ricordo appesi alla parete, le etichette anni Sessanta e Settanta delle bottiglie del nonno, le foto degli eventi con tanti colleghi della zona. Qui davvero ‘ristoratore’ è un concetto pieno e completo, che indica un mestiere a tutto tondo: la cucina e la sala sono un’unica casa, quello che conta è mettere l’ospite a proprio agio, dall’inizio alla fine.

Ristorante Il Focarile
Via Pontina, km 46,500
Tel. 06 928 2549
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso: domenica sera e lunedì
www.ilfocarile.it

Crediti: Luciano Pignataro Wine & Food Blog

Sitting Volley, la UISP promuove lo Sport per tutti

Cos’è il sitting volley? o Pallavolo seduta

Il Sitting Volley è uno sport inclusivo derivato dalla pallavolo, inventato nei

Paesi Bassi nel 1956/57 come sport adattato per la pratica sportiva delle

persone con disabilità. Consiste in una pallavolo giocata stando seduti sul

pavimento, con il campo più piccolo e con la rete più bassa. Il giocatore che

tocca la palla deve trovarsi con le natiche a contatto con il pavimento nel

momento in cui tocca la palla. Per la sua particolarità, il Sitting Volley ha la

caratteristica di favorire l‘integrazione sociale delle persone con disabilità,

dato che può essere praticato senza distinzione da diverse categorie di

diversa abilità (amputati, poliomielitici, paraplegici, cerebrolesi) e al tempo

stesso anche da soggetti normodotati, non richiedendo l’utilizzo di strumenti

specifici come le sedie a ruote. Pertanto può essere considerato uno sport

“open”, dato che nella stessa squadra possono trovare spazio soggetti

normodotati e soggetti diversamente abili.

Cos’è il sitting volley propedeutico?

Il sitting volley propedeutico è un ulteriore adattamento teso a inserire

soggetti con disabilità intellettiva relazionale, o con diversità associate. La

disciplina permette di poter bloccare il pallone, trattenendolo per un breve

periodo e rilanciarlo ad un compagno o nel campo avversario.

FINALITA’ DEL PROGETTO UISP

• Proporre attività sportive configurate come specifico intervento educativo

teso a cogliere i veri significati sociali e culturali dello sport nella pratica

del Sitting e della Pallavolo;

• Sostenere l’attività sportiva a favore di persone con disabilità e non, in uno

schema di interazione ed inclusività;

• Dare pari opportunità all’interno del gioco;

• Avviare i praticanti allo sport, inteso come momento d’incontro e di

socializzazione;

• Rispettare se stessi e gli altri, superare le diversità accettando i propri

limiti e riconoscendo le potenzialità;

• Far praticare l’attività, nel consueto spirito Uisp, a figli e genitori, maschi e

femmine, giovani e adulti;

OBIETTIVI DEL PROGETTO

• padroneggiare gli schemi motori di base statici e dinamici;

• sviluppare le capacità coordinative generali;

• coordinazione occhio- mano, occhio- piede;
• controllo dell’equilibrio statico e dinamico;
• organizzazione spazio- temporale;
• coordinazione dinamica generale;
• partecipare ad attività di gioco- sport e rispettarne le regole;
• sviluppare comportamenti relazionali positivi di collaborazione, rispetto e
valorizzazione degli altri;
• acquisire/sviluppare qualità individuali: coraggio, lealtà, fiducia, prudenza,
valutazione del rischio, autocontrollo, impegno;
• favorire l’espressione corporea nelle persone con disabilità accettando i
propri limiti e riconoscendo le diverse potenzialità;

Fonte: UISP

I migliori ristoranti nella provincia di Latina: Satricvm, casa della Famiglia Cotilli

Satricvm, oggi Borgo Le Ferriere, era una estesa e fiorente città fondata da popoli latini che abitavano nella zona tra il Tevere ed il promontorio di san Felice Circeo, in seguito abitata dai Volsci e dai Romani. Importante luogo di scambi commerciali e culturali tra il Mare, i Monti Lepini e Roma.

Il punto di riferimento del sito era l’acropoli con il tempio della Mater Matuta, la madre del mattino, il sorgere del sole, la vita che comincia.

Comincia da qui nel 2010 il progetto di Max e Sonia.

Una quotidiana ricerca dell’identità, origini ed abitudini del nostro territorio che non vuole essere archeologia gastronomica ma fonte d’ispirazione di un’avanguardia culinaria che rispetta il passato e vuole far vivere l’Agro Pontino attraverso la nostra interpretazione personale, in cucina come in sala.

Questo è Satricvm.

Satricum Food & Wine

Str. Nettunense, 1227, 04100 Le Ferriere LT

Tel: 349 192 3153

Date un’occhiata al MENU!

AGROPONTINO

TRA MARE, PALUDE E TERRA

L’ACQUARIO
Ostriche, Alghe e Zenzero*
€22

PESTO
Nasello, Erbe di campo*
€22

MAIS MANTECATO
Scampi, Rosa selvatica*
€24

GARUM
Spaghetto Cav. Cocco, Pepe di Sichuan*
€22

PARDULAS
Mazzancolla, Asparagi*
€24

LO STAGNO
Quaglia, Estrazione di peperone verde, ‘Nduja*
€23

PAPAVERI DI PALUDE
Anguilla affumicata, Crème brûlée di Rapa, Whisky*
€26

TRANSUMANZA
Cacio, Pera, Pecora*
€24

UOVO NERO
Cintarella bassianese, Tartufo, Trombette*
€22

LINGUA FONDENTE
Melanzana bruciata, Empanadas*
€24

FIENAGIONE
Paglia e fieno, Abbacchio, Ristretto*
€24

SELLA DI CONIGLIO
Insalata di spinaci, Angostura*
€24

PICCIONE ALLO SPIEDO
Alloro, Pan brioche, Chutney*
€26

PICANHA DI BUFALA
Alici, Limone, Finocchietto*
€24

DESSERT

PROFITEROLE
Crema, Panna, Cioccolato
€15

LA GROTTA DI ULISSE
Namelaka Weiße, Sablé, The verde
€15

MIMOSA
Strega, Bergamotto
€15


MENÙ DEGUSTAZIONE3 PORTATE – €48
5 PORTATE – €58

8 PORTATE – €78 


Il percorso degustazione è proposto dallo chef, alcune portate potrebbero non essere incluse nel menù à la carte


La scelta del menù alla carta è disponibile per tavoli fino a 4 persone dopodichè è necessario un menù concordato uguale per il tavolo.

INFORMATECI SUBITO IN CASO DI ALLERGIE O INTOLLERANZE ALIMENTARI

Fonte: https://blog.maxcotilli.com/

La mostra “Cethegus” in esposizione a La Feltrinelli di Latina

È possibile ammirare presso la libreria La Feltrinelli di Latina, in via Armando Diaz, 10, la mostra Cethegus/Latina in Cartolina, una selezione delle foto più suggestive, contenute all’interno dell’omonimo volume Cethegus. La storia da raccontare, e delle cartoline di Latina, pubblicate dalla casa editrice Lab DFG.

Gli scatti, realizzati dai fotografi Jacopo Ripepi e Marcello Scopelliti, rimarcano l’identità storica di un ecosistema composto da elementi biologicamente diversi, che tracciano un itinerario arterioso partendo da Torre Astura, al confine tra Nettuno e Latina, fino alla foce di Rio Martino, spartiacque tra Latina e Sabaudia.

Cethegus è riscoprire la mia terra con occhi nuovi, ha dichiarato Jacopo RipepiLatina offre tante ricchezze e sono molto felice che il mio contributo possa aiutare a riscoprire questo territorio magico.

Confrontarsi fotograficamente con il proprio Territorio significa gettare nuovi sguardi su di sé, sulla propria identità, ha commentato Marcello Scopellitiho affrontato questo affascinante percorso sulle tracce della “prima bonifica” con spirito rigenerativo (in piena pandemia). Ho visto un ecosistema vivo ed in evoluzione, al quale ho scoperto di appartenere. Sono grati a chi mi ha dato questa opportunità.

La Feltrinelli come arteria culturale di Latina è felice di ospitare e offrire ai tanti lettori una proposta inedita sulla città attraverso la mostra fotografica “Cethegus”, che consolida il rapporto con la Lab DFG e il suo impegno nel raccontare il territorio, ha affermato Veronica Pedullà, Responsabile de La Feltrinelli di Latina.

Le immagini danno luce ad un territorio fortemente caratterizzato dalla sua Storia, dalla sua memoria, dalla sua identità. Uno scenario tra i più affascinanti, e che trova un racconto inedito grazie alle opere fotografiche.

Fonte: LAB FG

Prossima Apertura | ri-costruire lo spazio pubblico ad Aprilia

il nuovo modello di rigenerazione urbana firmato orizzontale e ADLM

quartiere d’intervento è il “Toscanini”, costruito negli anni Novanta alla periferia di Aprilia (in provincia di Latina), caratterizzato da un’edilizia economica e popolare con significativa assenza di servizi e spazi pubblici.
Il modello è un progetto flessibile, come un cantiere in itinere (non più luogo esclusivo per gli addetti ai lavori) che per due anni ha coinvolto attivamente – accanto alla guida di orizzontaleADLM Architetti, il gruppo multidisciplinare di ricerca psico-sociale, arte e fotografia – anche i cittadini.
Il risultato è un intervento pilota di rigenerazione che, attraverso il processo graduale e il lavoro capillare con la comunità, è riuscito ad andare ben oltre la sola trasformazione fisica del luogo, affiancandovi la costruzione del senso collettivo di spazio pubblico.
Ma torniamo all’inizio del cantiere. È luglio 2019. Il progetto – strutturato per fasi – prende il via con una scritta in nero su campitura a strisce bianche e gialle, montata sui quattro lati di una struttura metallica da cantiere: “PROSSIMA APERTURA”. Un esordio innovativo a partire dal suo claim, enigmatico come una pubblicità, che contiene tra le righe un messaggio molto forte: l’invito ai cittadinicon l’obiettivo di avviare un dialogo, stimolare l’immaginazione, innescare un desiderio di partecipazione.
La volontà è – come affermato dai progettisti – quella di “accorciare le distanze”, ricucire il tessuto urbano restituendo alla città un’area di 8600 mq abbandonata, posta a 3 metri sotto la quota stradale, tanto da essere definita “la buca”.

Già ben conosciuto nella sfera della nuova generazione di architetti per i numerosi premi, gli interventi puntuali di rigenerazione urbana e le pratiche di autocostruzione, orizzontale compie qui un ulteriore passo in avanti nella ricerca progettuale, mettendo in campo un gruppo di lavoro interdisciplinare di diciassette professionisti afferenti a diverse discipline tra cui architettura, urbanistica, psicologia sociale, comunicazione, arte urbana, fotografia e video.

“Grazie alle attività integrate, azioni complementari al cantiere tradizionale, siamo riusciti a interagire e coinvolgere direttamente gli abitanti all’interno del processo di rigenerazione” – racconta Margherita Manfra di orizzontale – Questa è stata una delle più grandi sfide di Prossima Apertura, riuscire a rendere viva la piazza ancor prima che aprisse, abitare il cantiere ed esplorare le possibilità del nuovo spazio pubblico”.

Così, l’architettura è stata lo strumento per accorciare la distanza (fisica) tra gli abitanti e la buca, rendendola un luogo accessibile dove sperimentare possibili usi della futura piazza; la psicologia sociale è intervenuta con lo scopo di indagare il sentimento degli abitanti e accorciare la distanza tra le associazioni del territorio e l’amministrazione pubblica. Infine, la comunicazione e l’arte hanno agito sulla distanza che spesso si avverte nell’ambito dell’opera pubblica tra progettisti e cittadini, tra gli abitanti e i luoghi in cui vivono.

Perché, quindi, un progetto da tenere a mente?

Perché nella sua semplicità formale, Prossima Apertura mostra un insieme di significati: la partecipazione, la necessità di riappropriazione dello spazio pubblico da parte degli abitanti e, anche alla luce della situazione pandemica, l’importanza degli spazi di condivisione all’aperto, strutturati per oggi, ma con libertà di sviluppi futuri.

Nato a seguito della vittoria del “Concorso di idee per la riqualificazione di 10 periferie urbane” bandito nel 2016 dal MIBACT e dal Consiglio Nazionale degli Architetti, il progetto nel 2018 ha ricevuto un ulteriore finanziamento da parte del Ministero dell’Interno e del Ministero Economia e Finanze.

Con la crescita del budget da 250.000 a 1.250.000 euro, Prossima Apertura ha avuto la possibilità di ampliare lo sguardo dalla piazza all’intero quartiere, includendo il parco antistante nelle opere di riqualificazione e la redazione di un masterplan che gettasse le basi per le linee guida di sviluppo del Toscanini.

Per ricucire la città e “la buca”, la superficie di 8.600 mq si articola su tre livelli.

La parte alta, alla quota della circolazione urbana e del parco antistante, ospita il RING, una struttura in ferro a maglia regolare progettata in funzione dell’incontro intergenerazionale, dove, anche grazie al disegno pavimentale in colori e materie differenti, le attività di gioco, sport, svago e riposo convivono armoniosamente.

Alla quota intermedia viene assegnato il compito di connettore, con un sistema di scale, gradonate e scivoli che delineano, sui lati, il sistema di percorrenze libero e accessibile a tutti, consentendo l’accesso al livello inferiore. Qui un’area libera di 2.400 mq, pensata in funzione di eventi e attività collettive, si caratterizza per la pavimentazione in cemento industriale divisa in moduli di 2 x 2 metri che lascia spazio a sovrascritture future.

Al centro, l’Oasi, un’area circoscritta da una seduta sinuosa a nastro che delimita un’area verde di 300 mq.

Infine, oltre la piazza, l’intervento si estende all’area verde di 35.000 mq del Parco Europa, area sottoutilizzata destinata a diventare aula aperta e vivaio collettivo.

FONTE: Prossima Apertura | ri-costruire lo spazio pubblico ad Aprilia di Elisa Scapicchio in Professione Architetto.

“Pretty Woman” diventa un musical

Julia Roberts in “Pretty Woman” il film

“If you like some kick-ass rockin’ music, we’re a kick-ass rockin’ band. If you can’t play a lick, just play anything, raise hell and clap your hands”. Bryan Adams è fuori con Kick Ass, pezzo piuttosto simile a molti altri suoi successi del passato, che inneggia ad un ritorno del rock’n’roll come antidoto al periodo buio in cui siamo precipitati e anticipa un disco in uscita marzo. Al Teatro Nazionale di Milano, da settembre e con grande successo di pubblico, sta andando in scena Pretty Woman il musical, con la colonna sonora dello stesso Bryan Adams

Il nesso tra le due notizie è che il cantautore sta vivendo anche lui, come tutti, il suo momento di crisi? Può darsi. Ma come mai un’opera dalle tematiche così fortemente retrograde, sessiste e materialiste, sembra riscuotere ancora oggi tutto questo successo? Per almeno tre buoni motivi. Primo tra tutti perché in realtà siamo ancora nel vivo di una critica radicale del moralismo, che ancora oggi (o soprattutto oggi?) ci porta di fronte ad una vera e propria guerra tra i sessi. In secondo luogo perché un musical di Broadway con attori che recitano, cantano e ballano contemporaneamente, dal vivo e non su uno schermo, è sempre un’esperienza piuttosto intensa, tanto che il musical in questione registra il tutto esaurito dal 2018 e, nel caso della piazza italiana, è stato addirittura prolungato di due settimane (doveva terminare l’8 gennaio, ma andrà avanti fino al 22), dopo più di 80 repliche e 80.000 biglietti venduti. Ultimo, ma non ultimo, con Pretty Woman abbiamo l’opportunità di tirare fuori il tema del lavoro sessuale che, oggi che le questioni di genere sono sempre più specchio dell’esistente, in quasi tutto il mondo è vittima di stereotipi e pregiudizi, tanto da impedirne il riconoscimento di lavoro vero e proprio. Tanta carne al fuoco. Ma la commedia romantica del 1990, scritta da Garry Marshall e Jonathan F. Lawton, rispettivamente regista e sceneggiatore, è inaffondabile e nell’adattamento teatrale mantiene l’impianto narrativo del successo cinematografico premiato nel ‘91 con un Golden Globe per la migliore attrice (“quella gran culo di” Julia Roberts) e ripercorre fedelmente i momenti della storia d’amore di Vivian ed Edward. 

A combattere il conservatorismo un po’ datato, non solo una colonna sonora firmata dal celeberrimo autore di Summer of ’69, insieme al suo fidato co-autore Jim Vallance – che non possono fare a meno di tenere Oh, Pretty Woman di Roy Orbison –, non solo un corpo di ballo compatto e bravissimo diretto da Denise Holland Bethke, ma anche e soprattutto uno sguardo registico femminile: è l’olandese Carline Brouwer – per questa occasione insieme a Chiara Noschese – al timone del progetto teatrale, già alla direzione di altri musical del genere come The Body Guard. Tante donne, per fortuna, anche se nonostante questo le riletture non sono così lampanti, ma ci sono e vanno scoperchiate, se no questo appuntamento con gli anni ’90 sarà stato vano. A partire dal sottotitolo “voglio di più, voglio la favola” che rischia di farti cadere dalla poltrona: vogliamo davvero ancora ribadire il concetto della favola come migliore dei mondi possibili? Ma queste povere adolescenti del 2021 devono ancora credere che trovare un uomo ricco sia l’unica soluzione per contrastare una partita iva e vivere una vita migliore?

«No, ma infatti il concetto a prima lettura è deprimente, ma se segui il fil rouge della storia la favola del 2021 è una “non favola”, appunto, ma semplicemente una relazione vera, alla pari». In fondo già Lucio Dalla diceva che “l’impresa eccezionale è essere normale” e di questo e molto altro parlo con la co-protagonista Martina Ciabatti Mennel, voce tuonante (e anche per questo già ripartita per Londra dove a febbraio debutterà nei panni di Ozzy Osbourne nel musical We Will Rock You), che in Pretty Woman al Nazionale è Kit De Luca, la migliore amica della protagonista. Nel film ha un ruolo importante emotivamente, ma piuttosto marginale praticamente, mentre nel musical è risolutivo. «Capisco che questa battuta possa far venire l’orticaria, ma a ben vedere in questa riscrittura un ribaltamento c’è, e mi sento di dire che Kit a teatro è un personaggio quasi femminista». Parole forti, però in effetti la Kit è una lavoratrice del sesso contemporanea, che si è dovuta arrangiare riscrivendo le sue regole, con i suoi termini e le sue condizioni, esponendosi ai pericoli del mestiere, ma affiancando Vivian (interpretata a teatro da Beatrice Baldaccini) in tutto e per tutto e insegnandole a prendersi cura di se. «Regola aurea: decidi tu chi, quando e quanto. Sei tu in controllo, non la società. Fottitene di ciò che pensano gli altri, l’importante è mantenere sempre dentro te stessa la tua dignità, la tua forza, le tue regole. Stabilisci il grado di rischio a cui esporti». 

Nel dibattito pubblico la posizione più diffusa sul lavoro sessuale, anche all’interno di parte del movimento femminista, è che “tutte le prostitute sono vittime”, o di uno sfruttamento vero e proprio da parte di altri, o di un’oppressione introiettata. Il tema è interessante e la questione annosa e ricca di sfumature, le storie sono tante e tutte diverse, certamente sono molte quelle legate ad un sistema di oppressione, ma esistono anche quelle, diciamo così, “virtuose”, come quelle provenienti dal Prostitution Information Center a Enge Kerksteeg, ad Amsterdam, dove si lavora in primis per far superare i pregiudizi sui sex workers attraverso il dialogo. Le case chiuse come quelle del Red Light District sono spesso ben attrezzate per assicurare condizioni di lavoro dignitose, monitorando che le ragazze lo facciano sempre volontariamente. Purtroppo esiste anche in quel contesto lo sfruttamento, e centri come il PIC servono a cercare sempre più forme di tutela, ma il confine tra sfruttamento e scelta personale resta sempre molto sottile. 

In Italia, dopo l’approvazione della legge Merlin che nel 1958 abolì le case di tolleranza, lo spazio pubblico divenne il luogo deputato, ma nonostante una diminuzione dei numeri registrati ad oggi -il modello italiano è quello abolizionista- non c’è una coincidenza fattiva con una diminuzione del fenomeno, ma più un cambio di forma. “Il sex work è per definizione sesso consensuale. Il sesso non consensuale non è sex work, è violenza sessuale o schiavitù”, cita il manifesto scritto a Bruxelles nel 2005 da una delle più grandi assemblee di sex workers da tutto il mondo. Così, riflettere sul senso di un’opera come Pretty Woman oggi sembrava inutile, quando invece forse non lo è. L’augurio è che anche il pubblico eterogeneo che ha con sorpresa affollato le sale per vederlo, sia stato in grado di fare gli stessi ragionamenti che stiamo facendo in questo articolo, accorgendosi che la parola favola ha oggi il significato contrario: è una favola avere una relazione reale, chiara, alla pari, rispettosa.

Non a caso, infatti, la Vivian della riscrittura teatrale ribalterà la scena della violenza nella camera d’albergo – che nella versione cinematografica si concludeva con Stuckye (l’amico e collega di Edward) che la picchiava e Edward che interrompeva la violenza, mentre a teatro la violenza non si consuma perché Vivian si difende egregiamente senza bisogno di un aiuto maschile. Un’operazione coraggiosa, dunque, sotto tanti aspetti, che alla fine dei conti ha portato a teatro uno spettacolo di lunghissima tenitura con più di 60 lavoratori, tra attori, danzatori, maestranze e team creativo, in un momento complesso per tutto il comparto, e nonostante le capienze ridotte e il rischio interruzione dietro l’angolo (il musical si è dovuto fermare per Covid19 a natale e capodanno). Ma volevate la favola? Eccola: Pretty Woman il musical si è rivelato essere lo spettacolo che ha venduto di più nel 2021.

Fonte e Crediti: Rolling Stone Italia

La Cultura del Movimento

Allenamento

Si chiama Cultura del Movimento ed è nuova visione del mondo fitness che ci porta ad avere esperienze psico-fisiche ed emotive. In una fase di post-pandemia è sempre più importante tenersi in forma e in salute.

Mirando alla formazione dell’uomo e della donna a 360 gradi, questa disciplina punta a mantenere un equilibrato stile di vita. Avrete nuovi punti di vista del movimento utilizzando il senso del ritmo, la deprivazione sensoriale, il senso del gioco e l’allenamento funzionale, fino ad arrivare ad esercizi di rilassamento.

Con la Cultura del Movimento, alleniamo la complessità motoria in tutti i suoi aspetti e percezioni. Si parte da movimenti base, per poi sviluppare schemi motori sempre più complessi. Non è una gara, è la cultura del benessere! Lo scopo è migliorare la qualità dei movimenti. Questo metodo di preparazione atletica è applicabile su quasi tutti i tipi di sport e discipline. Ad esempio, è adattabile in danza, giocoleria, capoeira e parkour.Lo scopo è quello di massimizzare l’adattabilità e l’abilità del singolo individuo a livello fisico e cognitivo.

Si può affermare che l’allenamento si sviluppa su sei punti principali.

1) Allenamento Funzionale Si focalizza su tecnica, stretching e condizionamento.

La tecnica ti permette di sviluppare in primis gli schemi motori di base:

  • Camminare e correre
  • Saltare e atterrare
  • Lanciare e afferrare
  • Strisciare e rotolare
  • Muoversi in quadrupedia

Lo stretching si esegue sia indipendentemente dalla tecnica che contemporaneamente in base agli obiettivi.

  • Aumenta o stabilizza l’elasticità e la flessibilità muscolare e tendinea
  • Diminuisce la sensazione di fatica
  • Previene o elimina la cellulite
  • Favorisce la circolazione sanguigna

Il condizionamento si basa sul rinforzo fisico tramite tre principi: forza, potenza e resistenza. Facendo un allenamento completo a corpo libero e parziale con pesi, si sviluppano gruppi muscolari e tessuti connettivi, garantendo anche il benessere cardio-vascolare. Lavorando sulla tecnica, stretching e condizionamento si acquisisce:

  • Forza
  • Equilibrio
  • Coordinazione
  • Agilità
  • Mobilità
  • Postura

2) Senso del Ritmo

Il senso del ritmo ti permette di sviluppare:

  • Percezione di movimento (spazio-tempo)
  • Concentrazione
  • Memoria
  • Fluidità
  • Coordinazione
  • Creatività

3) Adeguamento (Mushin)

Riguarda i riflessi e l’istinto. Permette di attivare il sistema nervoso e sviluppare la percezione cinestesica. Lo sviluppo di questo ambito permette di ragionare e muoversi quasi contemporaneamente.

4) Deprivazione sensoriale e motoria

Tramite la deprivazione si acuiscono le percezioni cognitive, come:

  • Vista
  • Udito
  • Tatto

5) Senso del gioco

Facendo giochi con determinati obiettivi si sviluppa il senso di sfida personale e di gruppo (teamworking). Tramite il lavoro e lo spirito di squadra, in particolare, si velocizza la capacità di apprendimento.

6) Respirazione e rilassamento

Eseguire tecniche di respirazione e rilassamento garantisce: Movimento ottimale Controllo delle emozioni Benessere cardio-vascolare

Consumi: i 10 trend che hanno caratterizzato il 2021

Bio e sostenibile.

Sostenibilità, local, vegan, risparmio e omnichannel. E meno fedeltà alle marche.

Questo che si sta chiudendo è stato l’anno delle grandi attese. L’anno del post (si pensava) pandemia, nel quale – soprattutto – ci si aspettava un ritorno alla normalità. Non è andata proprio così. Il 2021 ha portato con sé buone notizie, ma è anche un anno di attività commerciali che procedono a singhiozzo tra un lockdown e l’altro, e che cercano di riprendere il ritmo malgrado le restrizioni sanitarie e la diminuzione del potere d’acquisto degli italiani.
A questo proposito, Tiendeo.it (compagnia operativa nei servizi drive-to-store per il settore retail) ha effettuato un’analisi sull’intero anno a punto di concludersi, e ha identificato 10 importanti fenomeni di consumo che hanno caratterizzato il 2021.

Prodotti locali

I prodotti locali hanno sempre maggiore importanza nel carrello della spesa dei consumatori nazionali. La conferma arriva anche dagli studi realizzati nel 2021 su birra e cioccolato, dove trionfano i prodotti italiani.

Frutta, verdura e prodotti vegani

I consumatori mostrano un interesse crescente per frutta e verdura e per una dieta che includa meno carne e più prodotti vegani, in linea con i trend globali. Negli ultimi tre anni infatti, la ricerca di frutta e verdura aumenta del 59%. Tendenza che già si delineava in modo chiaro nel 2020, con un aumento del 53% rispetto all’anno precedente. Altro dato interessante riguarda le ricerche di carne che vedono un crollo del 38% dal 2019 a oggi. Infine, nell’ultimo anno triplicano le promo di prodotti vegani e vegetariani (+182%).

Riprende il traffico ai negozi fisici

Se con i saldi estivi si registra un calo del 18% del traffico ai punti di vendita e una partenza a rilento rispetto all’anno precedente, con il Black Friday torna la voglia di fare shopping in modo tradizionale. Secondo lo studio realizzato, il flusso dei consumatori ai negozi fisici è aumentato del 5,79% se comparato con il venerdì dell’anno precedente. A sorpresa però, il sabato l’aumento è del 73,23% rispetto a sabato 28 novembre del 2020. Per i consumatori, reduci da un periodo di restrizioni, la voglia di uscire e riprendere le vecchie abitudini si fa sentire (insieme alla preoccupazione sui tempi di consegna degli ordini online).

Packaging sostenibile

I consumatori mostrano una grande attenzione per il packaging sostenibile. Prediligono prodotti il cui imballaggio viene realizzato causando il minor impatto ambientale possibile, utilizzando materiali naturali, riducendo i livelli di CO2 a livello di produzione, lavorando con fornitori locali che permettono di limitare i trasporti.

Less is more. Prossimità e qualità

Virata nelle ricerche dei consumatori, che lungo il 2021 registrano una caduta importante di supermercati e ipermercati rispettivamente 46% e 35%, mettendo in evidenza come l’interesse d’acquisto dei consumatori si sposti in modo importante verso prodotti freschi e di prossimità. Si riduce quindi l’interesse verso le grandi spese nei grandi punti di vendita, finalizzate a fare provviste settimanali e mensili tipiche di altri periodi dell’anno.

Omnichannel per tutti

I consumatori si muovono ormai con destrezza tra offline e online, alla ricerca della miglior offerta e delle ultime novità del mercato. E brand e retailer non sono da meno. Si tratta dell’ecosistema phygital, che garantisce una comunicazione tra utente e prodotto fluida e appagante. Un’interazione tra due mondi complementari in continua e imprescindibile relazione.

Sostenibilità e valori del brand

Senza dimenticare che i consumatori in post pandemia sono sempre più green, attenti all’ambiente e sensibili ai valori trasmessi dalla marca con il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano in modo chiaro principi di sostenibilità.

Semplicità e agilità

Gli italiani si rivelano sempre più smart, premiano la semplicità degli acquisti e sono attenti all’agilità nel processo d’acquisto, tempi di consegna, comunicazione con il servizio al consumatore, servizio di post vendita e resi immediati.

Infedeltà alle marche

I consumatori mostrano di essere sempre meno fedeli a un’unica marca. In Italia nell’ultimo anno più del 30% ha comprato un prodotto da un brand o retail diverso rispetto al solito.

Risparmio. Boom di ricerche di promo per ovviare all’aumento prezzi

L’impennata dei prezzi si fa sentire, così come la crisi causata dalla pandemia. A confermarlo lo studio riguardo al boom di ricerche dei prodotti che hanno visto un aumento prezzi: 2.100% nelle ricerche di promo di salumi, 241% le uova, 85% per la carne. Vino e acqua aumentano rispettivamente del 142% e 129%, anche il pane raddoppia, 17% per le ricerche di promo di verdura e 8% per la frutta.

Credits e Fonte: myfruit.it

Coronavirus e viaggi: dove si può andare?

L’emergenza Covid-19 (coronavirus) causa molte limitazioni negli spostamenti in Italia e all’estero. Fermo restando che la situazione è in continua evoluzione, e che quanto scriviamo è valido nel momento di aggiornamento di quest’articolo, ecco un riassunto per orientarsi. Invitando sempre a valutare in maniera consapevole la situazione e a mettere la propria salute prima di ogni altra necessità.

ATTIVITÀ CONSENTITE SENZA/CON GREEN PASS “BASE”/”RAFFORZATO” DAL 10/1 (green pass base: vaccinazione, guarigione, tampone; green pass rafforzato: vaccinazione, guarigione)
1. Utilizzo di mezzi di trasporto pubblico o privato di linea (aerei, treni, navi e traghetti; autobus e pullman di linea che collegano più di due regioni; autobus e pullman adibiti a servizi di noleggio con conducente, mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale):
– in zona bianca, gialla e arancione: non consentito senza green pass e con green pass base; consentito con green pass rafforzato
2. Utilizzo di mezzi di trasporto pubblico non di linea (taxi ed autovetture fino a nove posti, compreso quello del conducente, adibiti a servizio di noleggio con conducente, ad eccezione di quelli in servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale (cui si applica la disciplina relativa all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico locale di linea):
– in zona bianca, gialla e arancione: consentito senza green pass, con green pass base e con green pass rafforzato
3. Spostamenti con mezzo proprio all’interno del proprio comune – in zona bianca, gialla e arancione: consentiti senza green pass, con green pass base e con green pass rafforzato4. Spostamenti con mezzo proprio verso altri comuni della stessa regione/verso altre regioni e province autonome – in zona bianca e gialla: consentiti senza green pass, con green pass base e con green pass rafforzato
– in zona arancione: per chi è senza green pass consentiti solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune; consentiti in tutti i casi per chi ha green pass base e rafforzato

In Italia, fino al 31 gennaio 2022, è obbligatorio indossare la mascherina (di qualsiasi tipo) anche all’aperto. Fino al 31 marzo 2022, per l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico sul suolo nazionale (inclusi treni, traghetti e aerei) e per altre attività è obbligatorio indossare mascherine di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2.

VIAGGI IN EUROPA – STATI UE E SCHENGEN Secondo il DPCM 2 marzo e successive ordinanze, almeno fino al 31 gennaio 2022 sono liberamente consentiti, in base alla normativa italiana, gli spostamenti per qualsiasi ragione verso i seguenti Stati (“lista A” e “lista C”), fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale:
– Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano (“lista A”)
– Andorra, Principato di Monaco.- Stati membri dell’Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Far Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (incluse Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte; esclusi altri territori al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi i territori al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (incluse isole Canarie e altri territori situati nel continente africano), Svezia, Ungheria; 
– Stati parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Svizzera.

L’Italia permette di recarsi in questi Stati, ma è possibile che alcuni di questi Stati applichino forme di restrizione all’ingresso (vedi qui di seguito). Informazioni sempre aggiornate sono trovabili sul sito Viaggiare Sicuri, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri (www.viaggiaresicuri.it), che consigliamo caldamente di consultare prima di mettersi in viaggio, e sul sito reopen.europa.eu. Si può anche utilizzare il questionario messo a punto dal Ministero degli Affari Esteri. 
3. La Farnesina raccomanda: “Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario. In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso/rientro in Italia, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso, non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova. Tali procedure interessano, secondo la normativa locale, anche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali e a cui non è consentito spostarsi.  Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi a COVID-19”. 

Ue e Italia in lutto: morto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli

E’ morto all’età di 65 anni il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Soltanto lunedì era stata diffusa la notizia del suo ricovero in Italia per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario. Il suo portavoce Roberto Cuillo riferisce che Sassoli si è spento all’1:15 dell’11 gennaio presso il CRO di Aviano (Pordenone) dove era ricoverato. La camera ardente sarà aperta giovedì in Campidoglio.

Sassoli è stato il secondo presidente italiano del Parlamento europeo dopo Antonio Tajani da quando l’assemblea di Strasburgo viene eletta a suffragio universale. Il suo incarico sarebbe scaduto a giorni: la prossima settimana la riunione plenaria dell’Europarlamento che si riunirà a Strasburgo per eleggere il suo successore.

Due ricoveri in pochi mesi, il primo per legionella – Sassoli era ospedalizzato dal 26 dicembre per una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario”. Per il presidente del Parlamento Ue si trattava della seconda ospedalizzazione nel giro di pochi mesi. Il 15 settembre era stato ricoverato all’Hopital Civic di Strasburgo per una “brutta” polmonite da legionella, sebbene apparisse in “buone condizioni”. Dopo una settimana era stato dimesso ed era rientrato in Italia per continuare le cure nel proprio Paese. La convalescenza si era rivelata però molto lunga, costringendolo a seguire da remoto le riunioni dell’Europarlamento per l’intero mese di ottobre. Solo all’inizio di novembre aveva annunciato il rientro alla vita politica, tornando a presiedere in presenza la plenaria alla fine del mese. Poi, il 26 dicembre, il nuovo ricovero.

“L’impegno di Sassoli ha avuto al centro un’idea della politica come servizio per i cittadini. Il suo impegno principale da parlamentare europeo e presidente del Pe, quasi un’ossessione, è stata quello di riavvicinare le istituzioni europee ai cittadini, cioè di costruire un legame, di dare dignità all’istituzione Parlamento europeo”, ha ricordato il portavoce Roberto Cuillo. “Sassoli – ha poi aggiunto – era un nativo democratico ed ha cercato sempre di rappresentare questa identità nuova al Paese. Credeva fortemente nell’allargamento del fronte progressista anche su basi nuove politiche, culturali e sociali”.

Fonte e crediti: TG COM 24

I videogiochi che educano a rispettare l’ambiente

Ecco tre soluzioni interattive che ci allenano a fare la raccolta differenziata in modo corretto

Sono i dati aggiornati al 2020 rilevati dall’ISPRA a rivelarci che la percentuale di raccolta differenziata nazionale è in crescita passando da poco meno di 10 milioni a 18,5 milioni di tonnellate. Tuttavia, gli obiettivi dell’Unione Europea fissati con il Pacchetto legislativo economia circolare prevedono una strada ancora lunga da percorrere poiché si vuole raggiungere il 55% di riciclo dei rifiuti urbani entro il 2025 e addirittura il 65% nel 2035: a maggior ragione quindi, è di fondamentale importanza sensibilizzare la popolazione sul tema.

Per questo motivo il Gruppo Hera, leader nei servizi ambientali, ha lanciato gli ECOgames: la prima serie di videogiochi sviluppati per educare grandi e piccini a fare la raccolta differenziata. Accessibili gratuitamente tramite browser, i giochi sono momentaneamente attivi solo in alcuni comuni italiani in cui il Gruppo eroga i suoi servizi tra cui Bologna, Modena, Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino.

«Da diversi anni ormai stiamo realizzando iniziative di coinvolgimento dei clienti per informarli sulle modalità con cui separare i rifiuti. Infatti, oltre alla quantità, ciò che davvero conta nella raccolta differenziata è la qualità ovvero evitare di introdurre materiale non conforme all’interno dei cassonetti, perché ciò origina scarti di lavorazione durante i processi di recupero e riciclo, riducendo il totale dei rifiuti valorizzabili. La gamification, e in questo caso il videogioco, è lo strumento perfetto per migliorare il livello di partecipazione e consapevolezza dei cittadini rispetto al loro ruolo fondamentale nella raccolta differenziata. Imparare giocando è ciò che facciamo fin da bambini: è il modo più semplice e divertente per conoscere ed interiorizzare le regole alla base della corretta separazione dei rifiuti. Se a questo si aggiunge anche l’ingaggio legato ad un concorso a premi, ecco che si ottiene un mix di strumenti per aumentare l’interesse e la motivazione dei clienti» spiega il team di gruppo Hera.

Grazie allo stile in pixel-art e alle modalità di gioco che rimandano ai titoli più venduti del settore videoludico, gli utenti dovranno cimentarsi in giochi divertenti che testano l’abilità e velocità nell’associare ogni rifiuto al suo corretto conferimento. Così facendo, si mettono alla prova le conoscenze dei giocatori sulla raccolta differenziata, avendo però cura di garantire un’esperienza divertente e immediata: «Attualmente sono disponibili tre giochi differenti. Memory Ambientale, dove il giocatore una volta trovata la coppia corretta di rifiuti deve scegliere il contenitore esatto. Labirinto Ecologico, simile al classico Pac-Man, in cui si gioca nei panni di uno dei contenitori – di plastica, carta, vetro, organico o indifferenziata – e si dovranno raccogliere i rifiuti corretti. E infine, Caduta Rifiuti, che ci impegna a trascinare i vari rifiuti che cadono dall’alto nel contenitore esatto. Per ogni gioco sono disponibili al massimo 60 secondi e al termine, invece, c’è un quiz che permette all’utente di ottenere un tempo bonus imparando qualcosa in più sulla raccolta differenziata» conclude il programmatore Samuele Sciacca che, insieme al pixel artist Manolo Saviantoni, ha realizzato gli ECOgames.

Non rimane altro che provarli effettuando la registrazione nella pagina dedicata: ma solo se siamo residenti in una delle regioni supportate dalla piattaforma! Infatti, per ognuna delle provincie è prevista una classifica che divide i giocatori in quattro categorie differenti – ApprendistiInformatiConsapevoli ed Esperti – in base al punteggio conseguito. Dallo zaino con una shopper in cotone riciclato alla pianta di girasole: chi raggiungerà la prima posizione potrà aggiudicarsi un premio green in palio.

Crediti e Fonte: Vanity Fair

Arriva a Terni ‘Un secolo d’Azzurro’ la mostra itinerante sulla Nazionale

Sarà aperta al pubblico da oggi 10 gennaio nel salone Bazzani del PalaSì, la mostra antologica itinerante “Un secolo d’ Azzurro”, la storia della nazionale italiana di calcio, curata da Mauro Grimaldi con il patrocinio della FIGC e dell’ANCI e realizzata in collaborazione con il Museo del calcio di Coverciano.

“Sono soddisfatta che con l’atto approvato oggi in giunta – afferma l’assessore allo sport e al turismo Elena Proietti – si confermi l’organizzazione di questa esposizione che comprende oltre 500 cimeli tra memorabilia e materiale cartaceo e che viaggia in parallelo con la storia d’Italia dalla sua Unità ad oggi”.  

Un secolo d’Azzurro rappresenta la collezione più importante nel territorio nazionale sulla nascita e lo sviluppo dei Mondiali, degli Europei e del calcio italiano e sono convinta che questo evento possa avere un’evidente ricaduta promozionale per il territorio anche grazie al convegno con Mauro Grimaldi, autore del libro La storia del calcio e della Nazionale edito dalla casa editrice LAB DFG , in programma durante l’esposizione. Inoltre, la novità per la nostra città è costituita da una caratterizzazione speciale della mostra che coinvolge anche la Ternana Calcio, finanziatrice e sponsor dell’evento, con un’ulteriore esposizione dei cimeli e dei trofei vinti dalla società di calcio rossoverde”.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal 10 al 22 gennaio dalle 15.30 alle 19.30 ed il sabato e domenica anche dalle 10 alle 13, nel rispetto delle normative Covid vigenti.

Ligabue. Sogni di Rock ‘n’ Roll

E’ da poco uscito per la casa editrice Becco Giallo, il nuovo volume “Ligabue. Sogni di Rock ‘n’ Roll”, una graphic novel scritta da Nicholas Ciuferri.

La graphic novel scritta da Nicholas Ciuferri racconta la nascita del cantautore Luciano Ligabue dagli esordi con gli Orazero alla sua definitiva affermazione con Buon Compleanno Elvis.
Le vicende personali di Luciano Ligabue si fondono e intrecciano con quelle dei personaggi delle sue canzoni che svolgono una parte attiva nella storia.
I disegni sono a cura di Simon Panella, un illustratore italiano in grande ascesa e con un gusto squisitamente legato alla scuola europea.

Ph. credits Emergenza Musicale

Regione che vai specialità che trovi! Cosa si mangia per le Feste in Italia?

Continua il nostro viaggio nelle tradizioni culinarie del periodo natalizio nella nostra penisola. Qual è la vostra ricetta preferita?

ABRUZZO

Agnello arrosto e bollito di manzo, ma anche lasagne e zuppe come il brodo di cardi e volarelle sono protagonisti in Abruzzo. Tipici della zona di Teramo in particolare, sono i caggionetti, ravioli dolci fritti ripieni di mandorle e purè di castagne.

MOLISE

In Molise a Natale si mangia la zuppa di cardi, il brodetto alla termolese, a base di pesce, e il baccalà arracanato. Viene preparato in due maniere differenti:con mollica di pane, aglio, alloro, origano, uvetta, pinoli e noci, oppure al forno con verza, prezzemolo, mollica, uva passa e noci.

LAZIO

Spostandoci nella parte centrale della nostra penisola iniziamo a soffermarci nella capitale, dove la sera della Vigilia sulle tavole abbonda il fritto misto di verdure, capitone e baccalà. Tra i primi la pasta e broccoli in brodo di arzilla e l’insalata di puntarelle, mentre per il pranzo del 25 si alternano pasta al forno, che siano lasagne o cannelloni, e cappelletti in brodo, seguiti dall’abbacchio al forno con le patate, ma anche il bollito o il tacchino. E per finire: il torrone e il pampepato, o pangiallo, dalla forma tonda e con la crosta gialla, con un ripieno di frutta secca, miele e frutta candita.

UMBRIA

Pasta ripiena, come cappelletti farciti con cappone e piccione, cardi umbri, cappone bollito sono i protagonisti. 

VENETO

Oltre agli antipasti con misto di salumi, sulla tavola natalizia veneta troviamo, tra i primi, brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d’anatra. Tra i secondi la polenta, il baccalá e il lesso con contorno di purè di patate. Tra i dolci il posto d’onore va al pandoro di Verona, ma fanno bella figura anche la mostarda con il mascarpone e il mandorlato di Cologna Veneta. 

TOSCANA

Nella tradizione toscana ci sono i crostini di fegatini e i cappelletti in brodo; tra le specialità troviamo il “bardiccio”, una salsiccia di maiale al finocchio, che viene cucinata alla brace dopo la mezzanotte. Mentre tra i dolci tipici di Natale ci sono i cavallucci, dei dolcetti piacevolmente speziati, al profumo d’arancia. E gli immancabili ricciarelli e panforte.


LIGURIA

Maccheroni in brodo, ravioli alla genovese e stecchi fritti (spiedini di rigaglie di pollo con funghi freschi, besciamella e parmigiano) sono alcuni dei piatti principali del Natale ligure, assieme al cappone lesso, al cappon magro (piatto fatto esclusivamente di verdure o di pesce) e alla faraona al forno con carciofi. Tra i dolci troviamo il pandolce accompagnato dal Rossese di Dolceaqua.

LOMBARDIA

La Lombardia è la regione del panettone, il dolce di Natale conosciuto in tutto il mondo. Qui gli antipasti di uova, grana e mortadella vengono accompagnati con la mostarda di Cremona. I tortelli di zucca, tipica pasta mantovana, vengono spesso cucinati durante la vigilia di Natale e, solitamente, per il pranzo del 25 dicembre, si preparano i “casoncelli alla bergamasca” che vanno cucinati con il brodo di tacchino. L’anguilla al cartoccio e la tacchinella sono altri secondi piatti serviti spesso durante le feste di Natale.

TRENTINO 

Mentre nel vicino Trentino-Alto Adige non si può rinunciare a piatti a base di canederli, in brodo, con burro fuso o con ragù di carne, seguiti dal capriolo o dal capretto al forno per poi chiudere con l’immancabile lo strudel o lo zelten, a base di frutta secca e canditi.

VALLE D’AOSTA

Tra gli antipasti della Valle d’Aosta troviamo la “mocetta” con crostini al miele, il lardo accompagnato da castagne cotte e caramellate con miele; c’è poi la zuppa alla Valpellinentze, la classica minestra del Natale, arricchita con cavolo, verza, fontina, brodo, noce moscata e cannella. Non può mancare nemmeno la carbonata Valdostana con polenta. Come dolce, abbiamo pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo e le tegole, pasticcini secchi da accompagnare con il caffè alla grappa.

PIEMONTE

Partendo dal Nord, dove il clima è decisamente freddo già da diversi mesi, uno dei piatti che non può mancare è la carbonade, ovvero carne di manzo cotta nel vino rosso. In Piemonte sono d’obbligo gli  agnolotti con sugo d’arrosto, bollito misto con polenta e salse come il bagnetto verde, il risotto con radicchio e il cappone arrosto. Tra i dolci troneggiano la mousse di mele rosse Igp, la torta di nocciole e zabaione e, naturalmente, il torrone d’Alba.

FRIULI VENEZIA GIULIA

In Friuli si va di brovada e muset, un piatto a base di rape e cotechino, con la polenta, poi trippa con sugo e formaggio, e il cappone. Tra i primi piatti del Friuli Venezia Giulia troviamo anche i particolari gnocchi di susine, mentre tra i dolci natalizi c’è la Gubana, una torta tonda con un ripieno di uvetta, noci, pinoli e liquore.

Credits: Il Giornale del Cibo.

Coccodrilli, reti e cucchiai. La doppia vita delle parole del Calcio

Fulvio Damele prende e mette insieme tutto quello che il calcio gli ha regalato, dalle prime partite in cortile alle appassionate telecronache seguite in televisione, affascinato da termini tecnici che diventano creativi e quella passione hanno descritto, in mille modi diversi.

E’ un ritorno a visitare le emozioni di sempre mitigato da chi le ha vissute in modi diversi nel tempo e che le ha descritte, o le ha sentite descrivere, sempre nuove, una evoluzione che guarda sempre indietro con affetto, alle origini.

Una grande favola per chi ama il calcio, sotto ogni punto di vista, da attore o spettatore, con le parole che parlavano di calcio e di vita, una vita che assomiglia tanto a quel gioco con i suoi rimbalzi imprevisti e che quel gioco ci aiuta a capire emotivamente.

La ricerca di parole e modi di dire che descrivono il calcio messa in campo l’autore è essa stessa la narrazione dello sport più amato al mondo. Spesso l’amore sconfinato, nel senso letterale del termine, per questo sport, ha reso universale un linguaggio che accomuna il mondo intero, una chiave per superare ogni barriera.

Le parole del calcio diventano un arricchimento e un saccheggio della lingua, un processo bidirezionale che aggiunge e toglie in un gioco infinito e creativo, spesso colpevole di un sorriso inaspettato.

Fulvio Damele è nato il 17 dicembre 1958 a Diano Marina (Imperia), laureato in Lettere all’Università di Genova ha conseguito la laurea magistrale internazionale in Produzione e Traduzione Audiovisiva per le discipline delle arti e dello spettacolo con una tesi su come è cambiato il modo di raccontare il calcio, Da Carosio a Caressa. L’etere, il calcio e la comunicazione.

E’ un Giornalista professionista, scrive per il quotidiano La Stampa dal 1983, attualmente come collaboratore, dopo più di vent’anni come caposervizio per l’edizione di Imperia-Sanremo, le pagine di Liguria Estate e le pagine speciali della Costa Azzurra.

Vive in Riviera, ha all’attivo numerose esperienze nel mondo di radio e televisione.

Ha anche un passato come calciatore nei campi minori di provincia e, come appassionato spettatore, frequenta gli stadi della Serie A.

Fulvio Damele ha pubblicato anche un manuale del calcio scritto in collaborazione con Luca Amoretti tradotto anche all’estero.

Luca Amoretti, Imperia, 9 settembre 1964, laureato in Giurisprudenza, esercita la professione di avvocato cassazionista. E’ stato impegnato in radio e televisione per lungo tempo, ha collaborato con La Stampa per le pagine sportive in liguri per molti anni. Ex arbitro e Osservatore degli arbitri in Serie A, oggi si limita al piacere di seguire questo amato sport.

Fulvio Damele COCCODRILLI RETI E CUCCHIAI

Regione che vai Natale che trovi! Cosa si mangia per Natale in Italia?

Sarde alla Beccafico

Dopo il ponte dell’Immacolata, la domanda più ricorrente è: che prepariamo il giorno di Natale? E per la vigilia? Quanti siamo a tavola? Da nord a sud le tradizioni si tramandano, i piatti si differenziano, ma la regola d’oro è solo una: mangiare bene. Del resto in Italia, paese della buona cucina, non potrebbe che essere così.
Ogni regione ha le sue prelibatezze, andiamo a scoprirle!
Visto che si parte sempre dal nord, stavolta abbiamo deciso di partire dal sud!Seguiteci per scoprire tutte le specialità!

SICILIA

La cucina siciliana è molto varia. Ogni provincia ha le proprie specialità, segnate anche dai popoli che in passato hanno vissuto in quelle terre. Nel palermitano, ad esempio, si prepara lo “sfincione”, una focaccia alta, condita con pomodoro, cipolle, acciughe, origano e caciocavallo. Tra i primi piatti si può scegliere fra la pasta con le sarde e il timballo di anellini. Le “sarde a beccafico” sono invece un tipico secondo piatto in tutta la regione: hanno un sapore molto particolare, poiché il pesce viene insaporito da un trito di pangrattato, uvetta, acciughe, prezzemolo, zucchero, aglio, pinoli e sale. Ci sono poi le scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, insalate di arance con aringa e cipolla, agnello al forno. Per i dolci tipici natalizi siciliani possiamo citare sicuramente il cannolo, lo sfinci alla ricotta, i buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi), la cassata, i mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano, il cubbáita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi), le collorelle (con miele) e i nucatoli, con il cioccolato, mandorle e cannella, tipici di Grammichele, nella zona di Caltagirone. 

BASILICATA

In Basilicata la specialità è la minestra di scarole e verze, cotta in un brodo di carne e arricchita con del formaggio. Tra i primi maggiormente preparati per i pranzi di Natale, ci sono gli “strascinati”, che prendono il nome dal modo in cui vengono lavorati, ovvero “trascinati” sul piano con le dita. Ci sono anche le pettole, pasta lievitata fritta con alici e il baccalá lesso con peperoni cruschi (seccati al sole e calati per pochi secondi nell’olio d’oliva bollente). Tra i vari dolci spiccano i calzoncelli una specie di “panzerotti” fritti ripieni di crema di castagne.  

CALABRIA

Pesce, carne e verdure non mancano nemmeno in Calabria. Durante la cena della Vigilia di Natale, tra i piatti più preparati sono le grespelle, pizzette di pasta lievitata farcita con verdure o pesce, gli spaghetti con le alici e la mollica, mentre tra i secondi piatti ricordiamo lo stoccafisso con le patate. Per il pranzo di Natale arrivano a tavola le “scillatelle con ragù”, un tipo di pasta fatto in casa, lavorata con un ferro adatto a dare la loro classica forma, e il capretto al forno. Le “nacatole” sono infine, i classici biscotti di questo periodo, aromatizzati all’anice, seguiti a ruota da fichi a crocetta ricoperti di cioccolato, torroncini, dolci al cedro e al bergamotto.

Scillatelle con ragù

PUGLIA

Nel tacco d’Italia usano, invece, le cime di rapa e le pettole (o pittule), frittelle di pasta lievitata che si farciscono con pomodori, capperi, origano e alici, oppure nella versione dolce. Si mangia poi anche l’anguilla arrostita, il baccalà fritto e l’agnello al forno con lampascioni, che sono delle cipolline leggermente amare. Ma in Puglia troviamo anche i panzerotti fritti, il baccalà in umido e la tiella di baccalà, una ricetta che prevede che il pesce venga cotto in forno con patate, pomodorini e spezie. Tra i dolci, le cartellate (dolci fritti a forma di rosa e guarniti con miele o mosto), il torrone e i porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero), fichi secchi e pasticceria di mandorle.

CAMPANIA

Insalata di rinforzo, pizzelle di pasta cresciuta con baccalà, cavolfiore o vuote, spaghetti con le vongole o sautè di vongole, frittura di pesce, capitone, sono solo alcuni degli immancabili piatti della tradizione partenopea della vigilia di Natale. Per chi avrà ancora fame, il giorno dopo, tortellini in brodo, capponeminestra maritata, lesso di carne. Chiudono l’abbuffata gli struffoli, i roccocò, i mostaccioli e la frutta secca: è la Campania, che si presenta in grande per le feste di Natale.

SARDEGNA

Tra le golosità natalizie sarde troviamo i culurgiones, dei ravioli ripieni, conditi con del profumato sugo di pomodoro. Un altro primo piatto molto cucinato durante questo periodo sono i malloreddus, gnocchi di semola, dalla superficie striata e leggermente lunghi. Tra i secondi di carne c’è il porceddu con il mirto. I contorni serviti sono semplici, preparati con verdura di stagione, come i ravanelli. Infine, le seadas sono dei dolci fritti, con un ripieno di formaggio, che vengono accompagnati con il miele.

Struffoli

Tv, il massacro del Circeo diventa una fiction

In corso le riprese della serie per la regia di Andrea Molaioli, ispirata al terribile delitto avvenuto tra il 29 e il 30 settembre 1975. Le polemiche per il presunto coinvolgimento di Angelo Izzo nella sceneggiatura

Èufficiale, il massacro del Circeo diventa una fiction. Da poco oggetto de La Scuola Cattolica, l’ultimo film di Stefano Mordini, il terribile fatto di cronaca che sconvolse l’Italia negli anni Settanta sarà oggetto di una serie televisiva in sei puntate da 50’, con la regia di Andrea Molaioli (Fedeltà, Bella da Morire, Suburra). Scritta da Flaminia Gressi (Noi), Viola Rispoli (Doc nelle Tue Mani) e Lisa Nur Sultan (Studio Battaglia), Circeo, le cui riprese stanno per essere terminate tra Roma e dintorni, con una probabile messa in onda già in autunno, non si limiterà alla ricostruzione del delitto, ma si estenderà agli aspetti processuali.

Protagonista della storia infatti è Teresa Capogrossi (Greta Scarano), personaggio di fantasia, giovane e ambiziosa avvocata, che dopo aver lavorato per Fausto Tarsitano, noto avvocato comunista, si ritrova a lavorare per Tina Lagostena Bassi (Pia Lanciotti), «l’avvocato delle donne», in prima linea per la riforma della legge sulla violenza sessuale. Una donna idealista Teresa, dal forte desiderio di giustizia, che si prenderà cura di Donatella per dimostrare che il processo si può vincere e la legge si può cambiare. Un percorso lungo e doloroso in cui le donne impareranno molto l’una dell’altra, in una ricerca continua della propria identità e del proprio ruolo nel mondo.

È il 29 settembre 1975. Tre ventenni della Roma Bene, Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira, invitano Rosaria Lopez (Adalgisa Manfrida) e Donatella Colasanti (Ambrosia Caldarelli) a trascorrere una serata assieme. «C’è una festa da un amico al mare, venite?», chiedono loro i tre ragazzi, apparentemente galanti. Ma non c’è nessuna festa, nessun amico. Ci sono, invece, due giorni di violenze e torture. La mattina del 1° ottobre i giornali, le televisioni, le radio aprono tutti con la stessa notizia: in un bagagliaio di un’auto in viale Pola a Roma sono state trovate due ragazze. Abbracciate. Nude. Avvolte nelle coperte. Con la faccia coperta di sangue e la testa spaccata. Una è morta. L’altra è viva. Donatella. Il processo che ne segue sarà raccontato da tutti i quotidiani nazionali, con donne da ogni angolo del Paese che si presenteranno al tribunale di Latina per sostenere Donatella e assicurarsi che gli assassini siano condannati all’ergastolo. Quello che però la ragazza ancora non sa, è che d’ora in poi non potrà mai più essere semplicemente Donatella, ma sempre e solo «la sopravvissuta del Circeo». Da quel momento, infatti, diventerà un simbolo del movimento femminista. Perché in gioco non c’è solo il suo desiderio di farla pagare ai suoi aguzzini, agli assassini di Rosaria, ci sono anche i diritti di tutte le donne. La posta in gioco è alta: cambiare la mentalità di un Paese in cui lo stupro non è considerato un crimine contro la persona, ma un’offesa alla pubblica morale.

Prodotta da Cattleya con VIS, in collaborazione con Rai Fiction e Paramount+ Italia, Circeo, in sviluppo da tempo, è stato oggetto di polemiche diversi anni fa. Il motivo? La presunta consulenza di Angelo Izzo, uno dei tre assassini, per la stesura della sceneggiatura, che sarebbe avvenuta attraverso il contatto della stessa Cattleya con il suo legale per una richiesta di dettagli relativi al delitto. Una notizia che è stata tempestivamente smentita dallo stesso patron della casa di produzione, Riccardo Tozzi, che ha ribadito di non «aver mai avuto contatti diretti o indiretti con Izzo, ribadendo con fermezza di non aver nemmeno pensato di coinvolgerlo nel suo progetto di ricostruzione drammatica del terribile fatto di cronaca del Circeo».

GIOVANNI BERRUTI su La Stampa, 21 Marzo 2022.

8 Curiosità da Pallavolo che Ancora non Conosci

La pallavolo è uno sport ampiamente riconosciuto da tutti, essendo parte di quegli sport che tutti noi sappiamo e giocare a scuola.

Ciononostante, ci sono alcune cose che molti non sanno (almeno se non sono praticanti attivi).

Vediamo alcune di queste curiosità e vediamo quali di voi già sapevate o non sapevate.

Curiosità da Pallavolo

  • Altezza della rete

L’altezza della rete da pallavolo varia a seconda del genere dei suoi praticanti.

Se è maschio, la rete deve essere 2,43 metri dal suolo, mentre se è femmina dovrebbe essere a 2,24 metri.

  • Velocità di caricamento

La velocità di un servizio / servizio in pallavolo può raggiungere il 140km / h.

Se ci pensi, va veloce come un’auto ad alta velocità e devi fermarti con le braccia. Wow …

Curiosità da Pallavolo
  • Popolarità

La pallavolo è lo sport più conosciuto in tutto il Mondo 2. Difficile credere, ma solo perdere al calcio.

  • Regola che persino sembra mentire …

Nelle Olimpiadi 1988 è stata stabilita una nuova regola in cui il gioco non poteva essere fermato per asciugare il sudore dal pavimento.

I giocatori dovevano portare un asciugamano, che era legato ai pantaloni dietro, per asciugare il sudore dal pavimento quando necessario.

Fortunatamente oggi, questa regola non esiste più.

  • Numero di salti in una partita

Un giocatore in una partita può fare tra salti 60 e 80.

Ecco perché è importante essere forti sulle gambe per essere sempre in ottime condizioni.

pallavolo-curiosità
  • Supporter professionista di pallavolo

Sì, hai letto bene. Ricorda che c’è un fan professionista in molti sport, la maggior parte delle persone che per la loro personalità o l’aspetto fisico sono diventate icone.

Ad esempio, Dartagnan era responsabile della distribuzione a Barcellona 15 mille camicie e mille cappelli con il logo di Banco do Brasil.

Per questo ha ricevuto un biglietto aereo, biglietti per i giochi e giornalieri quaranta dollari (attualmente 160 reale) …

Non male, vero?

  • Gioco più lungo nella storia

La partita più lunga mai giocata a livello professionale è stata la finale delle Olimpiadi 1976, dove la Polonia e l’Unione Sovietica hanno giocato durante le ore 4 e 36 minuti.

  • Il più completo

La pallavolo è considerata l’unico sport olimpico che allenga tutti i muscoli del corpo e che getta il giocatore meno.

Questo perché non esiste un contatto permanente o uno sforzo come in altri sport, come il calcio, il pallamano, …

Pallavolo-game

E poi, sapevi tutte queste cose?

Non lo credo.

Da SportRegras

11 borghi in provincia di Latina per (ri)scoprire il Basso Lazio

vicoletto di itri, copertina dei post sui borghi in provincia di latina

In questo articolo ti parleremo di 11 bellissimi borghi in provincia di Latina.

Io, Selene, frequento questa zona da sempre: mio papà è nato a Gaeta e ho la fortuna di poter raggiungere la casa di famiglia ogni volta che lo desidero.

Di recente sono ritornata con Ste e insieme abbiamo deciso di organizzare un giro tra i paesini più caratteristici nei dintorni: di seguito ti parleremo dei borghi vicino a Latina, ma prossimamente ti consiglieremo anche alcuni centri da visitare nei dintorni dei Monti Aurunci.

Cosa troverai in questo post:

  • 1 – Cori
  • 2 – Sermoneta
  • 3 – Priverno
  • 4 – Fondi
  • 5 – Monte San Biagio
  • 6 – Itri
  • 7 – Campodimele
  • 8 – Sperlonga
  • 9 – Gaeta
  • 10 – Castellone a Formia
  • 11 – Minturno

1 – Cori

Arroccato su una collina e immerso nel paesaggio dei Monti LepiniCori dista circa mezz’ora di auto da Latina.

Il piccolo centro conserva numerose testimonianze del suo passato e, credici, ti stupirai di quanta bellezza possa essere racchiusa in così poco spazio.

Il paese si sviluppa in due parti distinte: Cori Monte e Cori Valle.

Ti consigliamo di fare una passeggiata tra i vicoli per scoprire scorci caratteristici, scambiare un saluto con qualcuno del posto e imbatterti in piazzette inaspettate come la fotogenica Piazza Monte Pio.

Tra le cose da vedere, poi, ci sono sicuramente alcune delle chiese cittadine:

  • La Collegiata di Santa Maria della Pietà, costruita in stile romanico ed eretta probabilmente su un antico tempio dedicato a Diana.
  • La Chiesa oratorio della SS. Annunziata che ti stupirà sicuramente con i suoi affreschi raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.
  • La Chiesa di Santa Oliva, anche questa eretta su un antico tempio e che oggi affascina con i suoi contrasti di stile e grazie ai preziosi decori della Cappella del Crocifisso.
  • Il Santuario della Madonna del Soccorso, sul cui piazzale potrai fermarti ad ammirare il panorama.

Ma non è finita qui, perché il paesino nasconde anche alcune testimonianze di epoca romana particolarmente interessanti.

Parliamo, ad esempio, del Tempio dei Dioscuri, i cui resti risalgono probabilmente al I secolo a.C., ma anche del Tempio di Ercole che svetta sull’antica acropoli di Cori vicino al campanile della Chiesa di S. Pietro. Quest’ultima andò distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.

2 – Sermoneta

vicoli di sermoneta. Pensierolaterale, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Vicoli di Sermoneta.
Pensierolaterale, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Sermoneta non è solo uno dei più bei borghi della provincia di Latina, ma è anche uno dei più amati di tutto il Lazio.

Come Cori, anche questo paesino si presenta come un agglomerato di case arroccate su una collina alle pendici dei Monti Lepini e, anche in questo caso, le cose da vedere sono numerose nonostante le sue piccole dimensioni.

Prima città dei Volsci, poi dei Romani e, infine, importante centro urbano medievale, a Sermoneta noterai subito l’imponente Castello Caetani ancora oggi perfettamente conservato. Potrai visitare le sue stanze esclusivamente partecipando a una visita guidata.

Oltre alla fortezza, durante una visita in città ti suggeriamo di fermarti a visitare la Cattedrale di Santa Maria Assunta con il suo campanile alto 24 metri, la Chiesa di San Michele Arcangelo con i suoi affreschi sotterranei e la Loggia dei Mercanti, diventata celebre grazie al film Non ci resta che piangere di Massimo Troisi.

I dintorni di Sermoneta sono altrettanto belli e interessanti e ti suggeriamo di dedicargli un po’ di tempo.

Se vuoi fare una passeggiata nel verde potresti raggiungere il Convento di San Francesco attraverso un sentiero di circa 1 km. Altrimenti potresti visitare l’Abbazia di Valvisciolo che fu abitata in passato dai Templari e su cui circolano numerosi miti e leggende.

Infine, non lontano da Sermoneta si trova lo stupendo Giardino di Ninfa, un giardino all’inglese costruito sulle antiche rovine della città medievale di Ninfa: da non perdere!

3 – Priverno

Priverno dista poco meno di 40 minuti da Latina e si trova su un colle dei Monti Lepini.

Nonostante sia poco frequentata dai turisti, l’antica Piperno (questo era il nome del paese fino al 1927) è uno dei borghi della provincia di Latina che ti suggeriamo di visitare.

Ciò che davvero rende interessante questo paesino, infatti, è la sua semplice autenticità: inerpicandoti tra i suoi vicoli incontrerai signore intente a chiacchierare fuori dalle case, bimbi giocare nelle piazzette e gattini passeggiare sui tetti.

Uno degli edifici più importanti di Priverno è la Cattedrale di Santa Maria Annunziata in cui si entra salendo una scalinata. Sulla stessa piazza della chiesa si trova anche il Palazzo Comunale.

Ti suggeriamo di visitare la Chiesa di San Giovanni Evangelista per ammirare alcuni magnifici affreschi databili al XIII- XV secolo.

In città si trova anche un interessante Museo Archeologico attraverso il quale potrai conoscere meglio la storia del paese e del territorio circostante.

Se l’archeologia ti interessa, allora dovrai recarti al Parco Archeologico Privernum dove potrai ammirare alcuni mosaici di antiche domus, i resti di un teatro e di un impianto termale.

A poca distanza di Priverno si trova anche l’Abbazia di Fossanova, il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia.

4 – Fondi

castello di fondi

Castello di Fondi.

Proseguendo oltre Terracina, puoi raggiungere Fondi. Non si tratta di un borgo vero e proprio, ma una città più grande caratterizzata da un bel centro storico.

La sua posizione adagiata sull’omonima piana e incastonata tra i Monti Ausoni e tra tre laghi (il Lago di Fondi, il Lago Lungo e il Lago di San Puoto) rende tutt’oggi la cittadina particolarmente importante: non è un caso se qui si trova  il MOF, il Centro Agroalimentare all’Ingrosso più grande e moderno d’Italia.

L’edificio più imponente del centro storico è sicuramente il Castello Baronale Caetani che fu costruito tra il XIII e il XV secolo.

Sicuramente ti stupirà vedere un castello come questo in pianura e non su un’altura, ma dall’alto dei suoi più di 30 metri domina comunque tutta la piana circostante.

Oggi all’interno della fortezza è ospitato il Museo Civico.

Proseguendo tra le strade del centro ti suggeriamo di visitare il Duomo di San Pietro e la Chiesa di Santa Maria.

Infine, concediti una passeggiata nel quartiere dell’Olmo Perino, conosciuto anche come La Giudea. Qui un tempo viveva la comunità ebraica.

Se sei interessato, all’interno di quella che un tempo era la sinagoga oggi trovi un piccolo Museo Ebraico.

5 – Monte San Biagio

vicoli di monte san biagio, latina

Vicoli di Monte San Biagio.

Tra i borghi della provincia di Latina, Monte San Biagio è, secondo noi, una vera e propria chicca.

Piccolissime e inesplorate, le sue vie si intrecciano in un rompicapo difficilissimo: non tentare di seguire una logica nella tua esplorazione e passeggia senza meta.

Prima di andar via ricordati di affacciarti all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista e di prenderti un attimo di pausa per ammirare il panorama che si gode da Viale Littoria.

6 – Itri

castello di itri

Castello di Itri.

Itri si trova a circa un’ora e 15 da Latina, alle pendici dei Monti Aurunci.

La spettacolare posizione del borgo arroccato su un’altura a dominare i dintorni fino alla costa ha fatto sì che questo fosse il luogo adatto a costruire un imponente castello.

Se ci si mette, poi, che il borgo si prova proprio nei pressi dell’importantissima Via Appia Antica, non è difficile capire quanto questo luogo fosse stato davvero importante in passato.

La zona è abitata da sempre, ma il suo ruolo chiave iniziò con l’arrivo della Regina Viarum dei Romani: sembra che il nome Itri derivi dalla parola latina iter, cioè “cammino”.

Oltre al castello, durante una passeggiata nel borgo ti consigliamo di raggiungere anche le chiese di San Michele Arcangelo, dell’Annunziata e il convento di San Francesco.

La prima, con il suo campanile in stile arabo – normanno, è davvero molto bella ed è la più antica di Itri.

Una visita particolarmente interessante è quella al Museo del Brigantaggio.

Itri, infatti, è famosa per essere la città natale di Fra Diavolo (Michele Pezza), noto brigante e militare italiano che prese parte alle insorgenze dei movimenti legittimisti sanfedisti dando vita alla resistenza antifrancese.

Nei dintorni di Itri ti consigliamo di visitare il Santuario della Madonna della Civita, dove è custodito un quadro raffigurante la Madonna della Civita di stile bizantino attribuito a San Luca Evangelista.

Inoltre, se ami il trekking, potresti percorrere il sentiero lungo la Via Appia Antica che conduce fino a Fondi e viceversa. La lunghezza è di circa 2 km e mezzo e non presenta alcuna difficoltà.

7 – Campodimele

piazzetta di campodimele, uno dei borghi vicino a latina

Piazzetta di Campodimele.

Si dice che Campodimele abbia la popolazione più longeva d’Italia: alcuni studi confermano l’età media di 85 anni per le donne e di 77 per gli uomini. Quale sarà il segreto di tanta longevità? Non ti resta che provare a scoprirlo tra i vicoli del borgo.

Sicuramente, passeggiando per il centro storico, noterai la tranquillità della vita che qui scorre lenta tra le chiacchiere delle signore sulle porte e delle risate dei bimbi che giocano.

Chissà, forse è proprio questo il trucco: una vita fatta di piccole cose e serenità.

Nonostante Campodimele non abbia importanti monumenti storici, vale la pena arrivare fin qui per una camminata tra vicoli e piazzette.

Visita il monastero di Sant’Onofrio e la Chiesa di San Michele Arcangelo e poi goditi il percorso lungo la cinta muraria (chiamato “La Passeggiata dell’Amore”).

8 – Sperlonga

Sperlonga vista dalla Grotta di Tiberio.

Sperlonga vista dalla Grotta di Tiberio.

A questo punto scendiamo sul mare per visitare un altro dei più bei borghi in provincia di Latina: Sperlonga.

Con le sue casette bianche che sembrano aggrapparsi a un irto promontorio sul mare, Sperlonga è uno dei borghi più belli di tutta Italia: un angolo magico che con le sue bouganville e i vicoli candidi ricorda più la Grecia che un paesino laziale.

Io, Selene, frequento Sperlonga sin da bambina: l’ho vista in qualsiasi stagione e l’ho amata in ogni sua sfumatura.

Selvaggia in inverno quando i cavalloni nascondono la spiaggia, tranquilla in autunno quando i vicoli sono più silenziosi del solito, fiorita in primavera quando i balconi si colorano di allegria e romantica nelle sere d’estate: Sperlonga saprà certamente come emozionarti!

Tra le cose da vedere c’è sicuramente il centro storico, la Torre Truglia che si staglia in mezzo al mare e le bianche spiagge.

Non lontano dalla città, però, c’è la vera chicca di questo luogo: la Villa di Tiberio, un’area archeologica tra le più suggestive d’Italia. Questa fu la villa dell’Imperatore Tiberio e ancora oggi è possibile ammirare la Grotta in cui teneva spesso i suoi banchetti.

Ti consigliamo vivamente di partecipare a una visita guidata della Villa di Tiberio e del museo archeologico di Sperlonga per goderti al massimo questo luogo: solamente con una guida esperta riuscirai davvero a comprendere ciò che vedrai. Il rapporto qualità – prezzo di questa visita, secondo noi, è imbattibile!

DA NON PERDERE!

Se visiti Sperlonga durante la bella stagione, goditi un giro in barca lungo la Riviera di Ulisse per scoprire Sperlonga, Gaeta e altre località dal mare: è proprio una bella esperienza!

9 – Gaeta

cosa vedere a gaeta: La Chiesa della Santissima Annunziata

La Chiesa della Santissima Annunziata a Gaeta Vecchia.

Non poteva mancare Gaeta che, seppur non può considerarsi un vero e proprio borgo (il comune ha quasi 20.000 abitanti), conserva due centri storici che sono veri gioielli.

Sì, abbiamo parlato di due centri storici e non di uno perché per alcuni decenni, alla fine dell’Ottocento, esistettero due comuni separati: quello di Gaeta e quello di Elena. I due furono riuniti nel 1927.

Oggi il centro di quello che fu il comune di Elena è costituito da Via Indipendenza e dai vicoletti che si diramano da questa strada principale.

Poi c’è Gaeta Medievale, un insieme di abitazioni e vicoli che si sono sviluppati ai piedi di quello che oggi è conosciuto come il Castello Angioino – Aragonese.

Le cose da vedere a Gaeta sono davvero tante e ti suggeriamo di leggere la breve guida che abbiamo preparato per te. Di seguito, però, ti lasciamo indicate alcune tappe imperdibili:

  • Il Tempio di San Francesco;
  • La Chiesa della Santissima Annunziata;
  • Il Santuario della Montagna Spaccata e la Grotta del Turco (partecipa a questa visita guidata della Montagna per conoscere la storia e le curiosità su questo luogo);
  • Il Parco di Monte Orlando;

Se vuoi visitare Gaeta, dai un’occhiata alla sezione dedicata del blog: conoscendola bene abbiamo preparato per te una serie di consigli che speriamo possano esserti utili.

Per altre idee su cosa fare in provincia di Latina, leggi anche i suggerimenti su cosa vedere nei dintorni di Gaeta.

SE HAI FRETTA!

Se hai poco tempo a disposizione, ma vuoi conoscere i luoghi più belli della città, partecipa a questa visita guidata di Gaeta: in due ore una guida professionista ed esperta ti racconterà storia e aneddoti sulla “Perla del Tirreno”!

10 – Castellone a Formia

torre del castellone di formia

Torre ottagonale al Castellone di Formia.

Nonostante anche Formia, come Gaeta, sia da considerarsi una vera e propria cittadina e non un borgo, il quartiere Castellone un tempo costituiva un vero e proprio paesino. Oggi conserva ancora i tratti di un microcosmo a sé state e ti consigliamo di allungarti qui per una passeggiata.

Delle 12 torri che un tempo circondavano il borgo oggi ne rimangono sei, di cui quattro ormai totalmente inglobate nelle abitazioni.

La più celebre è senza dubbio la torre ottagonale di Castellone che presidia il quartiere.

Tra i luoghi più importante di Castellone ti segnaliamo il Cisternone Romano, un’enorme cisterna per la raccolta delle acque risalente al I secolo a.C.. Se decidi di visitarla ti consigliamo di consultare orari e prezzi sul sito ufficiale dei Bene Culturali.

11 – Minturno

vicoli di minturno, uno dei borghi in provincia di latina

Vicoli di Minturno.

Infine, l’ultimo dei borghi che ti consigliamo è Minturno, raggiungibile da Latina in circa 1 ora e 40 di auto.

Anche questo borgo, come altri che abbiamo visto, non è molto battuto dal turismo, ma anche in questo caso insistiamo perché tu possa visitarlo.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi.

Oggi il nucleo della città è arroccato su una collina, ma un tempo era particolarmente importante la zona nei pressi del fiume Garigliano dove oggi è possibile visitare il Comprensorio Archeologico di Minturnae.

Prima o dopo la visita al sito famoso per il teatro ben conservato, non dimenticarti di fare una passeggiata nel borgo dove potrai visitare la Chiesa di San Pietro Apostolo e il Castello Baronale.

Una curiosità: a lungo Minturno è stata conosciuta come Traetto per l’imbarcazione che faceva da spola tra le due sponde del Garigliano.

Speriamo che i nostri consigli sui più bei borghi della provincia di Latina possano essere d’ispirazione per andare alla scoperta del Basso Lazio, una zona davvero sorprendente di questa regione.

Di Selene Scinicariello, Pubblicato su Viaggi Che Mangi